L’AQUILA – “Ciò che sta accadendo ha dell’inverosimile. Da più parti e con diverse argomentazioni si sta chiedendo che Chiodi paghi per conto terzi”.

Lo afferma il capogruppo del Popolo della libertà in Consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, che in una nota difende l’operato di Gianni Chiodi.

“Da tutti – spiega – è stato riconosciuto che i nodi che stanno venendo al pettine sono frutto di scelte scellerate che un ‘partito della spesa’ trasversale e onnivoro ha compiuto negli anni passati, cionondimeno oggetto di critica sono i modi e i tempi in cui si è ‘scoperta la rapina’”.

“Questo approccio – aggiunge – la dice lunga perché sottolinea la scelta di mettere a reddito l’occasione politica, peraltro falsa, anziché cercare soluzioni possibili in una situazione di decozione complessiva dell’Abruzzo nel suo insieme”.

“Il presidente Chiodi – sostiene Giuliante – ha chiaramente e ripetutamente sottolineato che il sistema Abruzzo, proprio per le motivazioni espresse da imprenditori e sindacati, non reggerà a un’ulteriore tassazione e per questo sta cercando di fare il possibile perché ciò non avvenga”.

“Come è a tutti noto – sottolinea il capogruppo Pdl – la tassazione diverrebbe obbligatoria se non si riuscisse a chiudere la partita del deficit sanitario. La coperta è corta e ci sono regole da rispettare. Il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, ha ipotizzato in Regione un partito trasversale della responsabilità civica, che è il richiamo all’orgoglio della classe politica abruzzese a scegliere di misurarsi con le soluzioni possibili nell’emergenza del momento”.

“Tale richiamo – ricorda – fa il paio sia con disponibilità in passato espresse da Costantini dell’Italia dei valori, sia da prospettive strategiche sottolineate da Camillo D’Alessandro del Partito democratico”.

Secondo Giuliante, “questi richiami al buon senso politico vogliono, debbono e possono essere considerati come una scelta che la politica fa per tornare a essere se stessa”.

“Si salga in politica con determinazione ferma e lucida – conclude – poiché in politica sono già scesi in tanti. E le conseguenze sono evidenti”.