L’AQUILA – Un convegno, “L’Aquila 2010. Luogo, identità, etica, ricostruzione”, e una mostra, “Sismycity”, in Palazzo Ducale, a Venezia, fanno il punto da oggi sul dopo terremoto aquilano dialogando con istituzioni, cittadini ed esperti in uno degli Eventi collaterali della 12ª Biennale di Architettura.

“L’architettura deve esprimere solidarietà – ha detto il presidente della Biennale Paolo Baratta – nel guardare le immagini del sisma all’Aquila penso che si dovrebbe dedicare una Biennale Architettura, o almeno buona parte di questa, all’architettura dell’emergenza, per situazioni catastrofiche come quelle dell’Aquila, ma anche per le aree degradate e povere nel mondo”.

Tra gli interventi, quello del Patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola, rimasto colpito nelle foto “dalla mancanza di presenza umana, immagini di luoghi dove l’uomo non può più vivere”.

“Il compito – ha detto Scola – è ora rendere quei luoghi ancora percorsi dagli uomini. Si tratta di rifare non solo la città, ma la ‘polis’ e la ‘politica’ nel senso più alto e completo del termine”.

Renata Codello, Soprintendente per i beni architettonici, per il paesaggio e per il patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico di Venezia e Laguna, da parte sua ha sottolineato “la grande difficoltà della situazione aquilana: la ricostruzione deve fortemente legarsi al tipo di città e di luogo che gli abitanti vogliono, solo così non si creerà una città fantasma”.

Massimo Cacciari ha invece affermato che “la ricostruzione non può avvenire per pura inerzia: la città e i suoi abitanti devono parlare, esprimere questa volontà, con un proprio libero linguaggio, senza affidarsi al linguaggio di altri o a megaprogetti elaborati da esperti al tavolino, magari con leggi speciali e concessionario unico”.