L’AQUILA – “Cercheremo di fare il possibile per restituire il lavoro alle dipendenti del bar universitario di Coppito non riassorbite dalla nuova gestione. L’obiettivo dell’Adsu è quello di garantire occupazione e il servizio migliore agli studenti”.

Il presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila, Francesco D’Ascanio, annuncia la propria “piena disponibilità” all’incontro chiesto per la prossima settimana dalle rappresentanze sindacali della Filcams Cgil in merito alla questione delle 6 dipendenti della precedente attività interna al dipartimento di Scienze non confermate nell’organico del nuovo locale, riaperto dalla società Jolly Bar di Balsorano (L’Aquila), che si è aggiudicata il bando di gara per tutti e 4 i bar dell’Ateneo aquilano.

Da quanto appreso da AbruzzoWeb, l’incontro si sarebbe potuto tenere già lunedì 4 ma con estrema probabilità verrà fatto slittare perché martedì è prevista un’importante riunione in seno all’Adsu in cui affrontare questo e altri temi.

Lo scorso 30 ottobre le lavoratrici hanno presidiato la struttura di Coppito, mettendo in atto una protesta alla quale hanno partecipato anche studenti e professori, accorsi per esprimere solidarietà alle dipendenti, rimaste senza lavoro dopo 14 anni di servizio.

Delle 9 dipendenti, solo 3 sono state riassorbite, mentre le altre sono state lasciate a casa: questione imputabile all’Adus e non alla società di gestione, secondo la Cgil, in quanto l’azienda presieduta da D’Ascanio “non avrebbe inserito nel nuovo bando una clausola che ne stabilisse il riassorbimento”.

D’Ascanio spiega che l’Adsu “è a disposizione per un percorso condiviso con le maestranze e con la ditta” ma specifica che non è stato possibile inserire nel bando una norma che prevedesse il riassorbimento obbligatorio delle ex lavoratrici, come rivendicato dai sindacati, perché sarebbe stata “contro legge”.

“Il Contratto collettivo nazionale di lavoro impone l’obbligo di riassunzione per le ditte entranti solo nel campo dei servizi di global service o delle mense, ma non per il settore dei bar – puntualizza il presidente dell’Adsu – Con una norma simile avremmo condizionato le assunzioni e non era una cosa fattibile”.

L’impegno dell’Adsu sarà perciò quello di invitare il gestore a “valutare la possibilità di riassorbire il personale e di verificarne la disponibilità – conclude D’Ascanio – I nostri uffici, e in modo particolare la direttrice Maria Luisa Capanna, hanno provveduto al bando nel pieno rispetto delle norme”.