AVEZZANO – Si apre la crisi al Comune di Avezzano (L’Aquila): mentre il sindaco Gianni Di Pangrazio attende il verdetto sulla sua possibile incompatibilità con la carica di direttore generale della Provincia dell’Aquila, denunciata al prefetto dal centrodestra, Alleanza di centro ha deciso di ritirare il sostegno all’amministrazione.

La decisione è stata resa nota in una durissima lettera firmata dal coordinatore Maurizio Bianchini e dal candidato sindaco sconfitto Lorenzo De Cesare che ha poi convogliato i suoi voti verso Di Pangrazio al ballottaggio. Altrettanto decisa la replica, “è comico sentirli parlare”.

Le accuse sono molteplici, su tutte quella di essere diventato un “sindaco politico” mentre Di Pangrazio secondo Adc “non può più essere definito un tecnico”.

In particolare, gli si contesta di avere “forte identità partitica” ed essere “uomo di riferimento del Partito democratico”, soprattutto “viste le prossime elezioni regionali” e “tutto ciò a discapito dei veri e seri problemi della città”.

Contestazioni anche nel merito, “ha disatteso la battaglia per la trasparenza e legalità”, “totale mancanza di gestione e confusione anche nelle partecipate”, “primeggia per inefficienza e lentezza”, “la programmazione non riusciamo a trovare aggettivi per qualificarla”. Insomma, un attacco a tutto spiano.

Bella grana per Di Pangrazio che, nei prossimi giorni, dovrà pure sapere se l’incompatibilità con l’incarico che ha ripreso in Provincia c’è o no.

A seguire le fila della vicenda, in mano all’ufficio legale, è il segretario generale della Provincia, Francesco Belmonte, che ha annunciato a questo giornale la risoluzione in pochi giorni.

Certo della sussistenza del conflitto tra i due incarichi è il centrodestra, in particolare il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, che ha denunciato il caso con una lettera formale al prefetto del capoluogo, Francesco Alecci.

LA NOTA COMPLETA

Il sindaco Di Pangrazio, pressato dalle logiche politiche di qualche frangia oltranzista del Pd, non ha rispettato gli accordi sul programma di mandato, affidatogli dagli elettori e dalle liste civiche che lo hanno sostenuto al ballottaggio.

Il sindaco Di Pangrazio si è sempre dichiarato per un’amministrazione lontana dalle vecchie logiche spartitorie che alcune componenti interne ai partiti impongono, ma i fatti dimostrano altro.

Il sindaco mancando di chiarezza ha alimentato il solito e squallido gioco dei poltronismi e le lotte fratricide interne al Pd hanno creato una totale mancanza di gestione e confusione anche nelle partecipate, Cam-Aciam, vicende che fino a oggi abbiamo vissuto e non compreso.

Di Pangrazio ha anche disatteso quello che in molti si aspettavano, la battaglia per la trasparenza e legalità, ricordiamo suo cavallo di battaglia in campagna elettorale.

Per questi motivi riteniamo che gli impegni sottoscritti con il nostro movimento civico, le sue parole e le sue promesse, nei fatti oggi possiamo definirle strumentali e non vere.

Con questo atteggiamento il sindaco ha smentito se stesso facendo venire meno il suo assenso agli accordi di programma.

A questo si aggiunge che una componente del Pd ha scoperto il suo vero volto, è palese a tutti che il sindaco con questi atteggiamenti oggi non può più essere definito un tecnico, parola che puntualmente utilizzava e urlava dai palchi in campagna elettorale, oggi noi di Alleanza di centro per Avezzano non possiamo che definire Di Pangrazio un sindaco politico con una forte identità partitica e uomo di riferimento del Partito democratico.

Vorremmo ricordare al sindaco che il suo successo elettorale passa soprattutto per l’apporto determinante di molte componenti di centro e di destra. Oggi è chiara la sua volontà, il primo cittadino propende a far consensi per il solo gruppo del Pd (viste le prossime elezioni regionali), tutto ciò a discapito dei veri e seri problemi della città.

Questa amministrazione primeggia per inefficienza e lentezza e questo limite viene anche pubblicamente pagato dai molti e seri consiglieri comunali che siedono sui banchi dell’assise civica avezzanese.

Per definire la programmazione non riusciamo a trovare aggettivi per qualificarla, quindi ci limitiamo a dire il nulla assoluto.

Noi di Alleanza di centro per Avezzano abbiamo più volte sollecitato il sindaco e la Giunta a intraprendere una strada diversa, ci saremo aspettati risposte e una azione di rilancio dell’amministrazione seria e credibile ma niente di tutto ciò è avvenuto, l’unica cosa tangibile sono i fiumi di comunicati stampa utilizzati dal sindaco per giustificarsi degli innumerevoli disservizi che questo suo modo di fare continua a creare giornalmente ,un’amministrazione che parla solo del passato e commissioni d’inchiesta, queste sono giuste e sacrosante ma avremmo auspicato che fossero state fatte anche per le vicende legate al dissesto finanziario del Cam, ci chiediamo cosa altro serve per cominciare una azione di responsabilità verso gli ex amministratori, non bastano 60 milioni di euro di debito?

Le chiediamo cosa altro occorre? Ci sarà un responsabile o quando i responsabili sono nominati dalla politica questi vanno protetti? Non crediamo che lei possa pensarla così quindi crediamo sia arrivato il momento di agire, basta chiacchiere!

Viviamo ormai una città ingessata e sempre più degradata, spenta e senza entusiasmo e questo di certo non è quello che auspicavamo per la nostra città e per nostri concittadini. Per queste ragioni il movimento civico Alleanza di centro per Avezzano nelle figure del coordinatore Maurizio Bianchini e il candidato a sindaco Lorenzo De Cesare non sosterrà più questa amministrazione e le scelte che la stessa attuerà.

LA REPLICA

“È quasi comico sentire Bianchini e De Cesare”, replica Di Pangrazio all’invettiva dell’ex presidente del Cam Lorenzo De Cesare e del coordinatore della lista Adc Maurizio Bianchini, che hanno polemicamente ritirato il sostegno al sindaco di Avezzano (L’Aquila).

Di Pangrazio contesta agli esponenti Adc di parlare “di inefficienza dell’amministrazione e di logiche spartitorie. Evidentemente hanno la memoria corta – sbotta – il primo nominato alla presidenza del Cam e difeso in più occasioni dal Comune di Avezzano è riuscito a farsi mettere alla porta da tutti i sindaci della Marsica, mentre il secondo, solo alcuni giorni fa, aveva chiesto inutilmente la testa di Gabriele De Angelis, assessore di riferimento dell’Adc stimato dalla città intera,  per occupare quella poltrona”.

Per il sindaco marsicano, “il problema reale, quindi, è l’esatto opposto, con l’aggiunta dell’avvicinarsi delle regionali: forse i due ex assessori, ormai isolati anche dal loro gruppo, hanno qualche aspirazione o si stanno mettendo sul mercato sperando in qualche offerta”.