L’AQUILA – Il cane eroe Kaos è morto per avvelenamento da metaldeide, un prodotto chimico usato in agricoltura come lumachicida. È quanto emerge dagli esami finali dell’Istituto zooprofilattico di Abruzzo-Molise.

Se l’avvelenamento del cane sia stato doloso o per assunzione involontaria della sostanza chimica sarà valutato dall’inchiesta in corso dei servizi veterinari locali e dell’autorità giudiziaria. Gli esiti degli esami sono stati inviati alla Procura. 

“La verità che è venuta fuori non cambia la mia vita, nessuno mi riporterà Kaos, ma dimostra quanto siano stati ingiusti ed anacronistici gli attacchi alla mia persona solo perchè ho detto che non era un infarto”.

Così Fabiano Ettorre, l’addestratore aquilano commenta la notizia che il suo cane sia stato avvelenato “facendo riferimento a quanto riferito all’Ansa dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo che ha svolto l’autopsia, in quando a me non hanno comunicato nulla di ufficiale”. “Non sono un medico ma non si è mai visto che chi muore d’infarto perda sangue dalla bocca e dall’ano – continua Ettorre – Comunque spero che l’inchiesta chiarisca chi sono i responsabili, mi presenterò parte offesa”.

Ettorre si dice ancora sconvolto dalla morte del suo cane, “al pari della compagna Kira che oggi ha cominciato a rimangiare qualcosa dopo averla accarezzata ed averla quasi imboccata”. “In questi giorni ha girato nervosamente per casa e fuori annusando i posti in cui stazionava Kaos – ha spiegato ancora -. Invece la figlia Kora ha mantenuto la sua vivacità rimanendo superattiva”.

Il giallo sulla morte del cane-eroe si era infittito ieri, quando il quotidiano Il Messaggero ha anticipato i risultati ufficiali, dicendo che si sarebbe trattato di un infarto e scatenando la reazione degli animalisti e di Fabiano Ettorre, l’addestratore aquilano di 40 anni, proprietario di Kaos, il pastore tedesco di tre anni e mezzo, uno dei cani eroi dei terremoti del 2016, trovato morto dal suo padrone domenica scorsa nel giardino della sua casa di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila). 

“Oggi i dubbi sono sempre più forti – aveva dichiarato all’Ansa il 40enne -. Questa vicenda presenta lati oscuri che acuiscono ulteriormente il dolore per la morte, inspiegabile del mio compagno di viaggio, neppure nel delitto di Cogne si sono stati risultati così veloci in riferimento ad autopsia e ricognizione cadaverica”.

“Un infarto in cani come Kaos, addestrati e allenati alla fatica e allo stress è molto raro. Avviene solo in animali da zoo”, aveva spiegato all’Ansa il veterinario di parte nell’inchiesta sul decesso, Pierluigi Castelli che assiste Ettorre.

Sulla morte di Kaos è in corso l’inchiesta della Procura dell’Aquila con le indagini affidate ai carabinieri forestali che hanno fatto rilievi sequestrando la carcassa per gli accertamenti autoptici fatti presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale di Teramo.