L’AQUILA – “La nostra linea è e rimarrà sempre quella della legalità a tutto campo. Se vi sono lavoratori che hanno maturato un effettivo debito orario, è assolutamente corretto che si svolga un controllo capillare e che tali posizioni vengano sanate secondo le regole. Lo stesso rigore deve valere nell’eventuale coinvolgimento di rappresentanti sindacali: pretendiamo il pieno rispetto delle norme e delle disposizioni del Ccnl, poiché il rispetto dei doveri contrattuali è un principio inderogabile per chiunque”.

Così, in una nota, il coordinamento Uil Fp L’Aquila, per voce del coordinatore territoriale Claudio Incorvati, chiarisce la propria posizione “con la massima trasparenza”, in merito a quanto riportato da AbruzzoWeb sui casi di assenteismo e sul recupero dei debiti orari del personale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. (Qui il link)

“È necessario, tuttavia, riportare la vicenda all’interno del suo reale contesto – prosegue – Pur non disponendo al momento della documentazione formale, la nostra profonda conoscenza delle dinamiche interne e della quotidianità aziendale ci porta ad affermare con ragionevole certezza che la questione del debito orario sia un fenomeno marginale, riconducibile soltanto a un numero estremamente ristretto di persone. La realtà vera della Asl 1 è ben altra: parla di migliaia di dipendenti che hanno accumulato nel tempo un enorme ammontare di ore a credito, affrontando ritmi serrati e personali sacrifici pur di garantire la continuità dei servizi sanitari sul territorio. Ciò che suscita forti perplessità è invece il metodo. Questa continua e sistematica fuga di notizie e documenti interni sensibili e riservati, rischia di ledere gravemente non solo l’immagine e la dignità dei singoli lavoratori, ma l’intero mondo sindacale”.

“Se vi sono rappresentanti o dirigenti sindacali coinvolti, è dovere delle istituzioni preposte svolgere prima tutte le dovute indagini e gli accertamenti del caso – sottolinea Incorvati – Solo all’esito di verifiche certe si potranno eventualmente fare nomi e attribuire responsabilità. Alimentare il clamore mediatico prima ancora di aver accertato i fatti finisce per screditare il ruolo e la natura stessa del sindacato, da sempre presidio di tutela e legalità. Risulta peraltro singolare che questo polverone esploda proprio mentre stanno emergendo criticità rilevanti che riguardano sia i diritti dei lavoratori che la qualità dei servizi erogati ai cittadini”.

“Chiediamo pertanto all’azienda di procedere con la dovuta fermezza nelle sedi preposte e nel pieno rispetto delle tutele contrattuali, evitando di alimentare una gogna mediatica che rischia di gettare un’ombra ingiusta sulla stragrande maggioranza dei dipendenti, i quali operano ogni giorno con correttezza, dedizione e profondo senso del dovere”, conclude.