L’AQUILA – La Uil trasporti dell’Aquila, insieme all’Ugl Igiene ambientale ha scritto una lettera-appello al sindaco Pierluigi Biondi, affinchè intervenga sulle questioni già sollevate da entrambe sulla società Asm spa.

La contestazione riguarda l’acquisto delle divise consegnate in occasione del raduno nazionale degli alpini che si è svolto all’Aquila a maggio 2015 e che per legge devono avere requisiti di dispositivi di protezione visibili, “sono stati spesi – ricordano – circa 60 mila euro per un prodotto non a norma e inutilizzabile per gli scopi per cui sono stati acquistati, infatti sono stati ritirati dall’azienda e contestualmente sottoposti a sequestro da parte della magistratura”.

“Ma chi paga tutto questo sperpero di denaro? Sarà nostra premura inviare il tutto alla procura regionale della Corte dei Conti”, assicurano.

“Nella  speranza che lei possa risolvere i tanti problemi che affliggono questa città – si legge nella missiva – riteniamo che i cittadini devono essere messi al corrente del funzionamento delle aziende partecipate, considerando che loro sono i principali contribuenti. Per quanto riguarda l’Asm Spa i problemi gestionali da noi segnalati alle autorità preposte sono ormai in dirittura di arrivo i nodi sono arrivati al pettine”.

“Paradossalmente – aggiungono – per tale questione siamo stati da sempre accusati di non volere bene all’azienda, derisi ed addirittura denunciati (con spese legali esterne alla struttura aziendale) e per questo con anche sospensione dal lavoro e dalla retribuzione dei rappresentanti sindacali sottoscrittori dei vari documenti che dicevano che tali Dpi non erano a norma”.

E lamentano che “con quell’atto si è messa a repentaglio la salute dei lavoratori che per oltre un anno, nonostante il nostro grido di allarme, si è permesso l’utilizzo di indumenti non a norma!”.

“È cronaca di questi giorni – spiegano – e a noi non passata inosservata, che uno dei vertici dell’azienda è stato rinviato a giudizio, dinanzi al collegio giudicante, per presunti danni nei confronti dell’azienda, di cui lui è dipendente e responsabile dell’ufficio acquisti”.

“C’è solo dispiaciuto – prosegue la lettera – che l’azienda essendo stata riconosciuta parte lesa, non si sia  costituita parte civile. E come mai? Se fossimo stati a parti invertite si sarebbe costituita sicuramente!”.

Concludono chiedendo inoltre, “un incontro urgente alla V commissione  di Garanzia e Controllo per metterla al corrente di tutta la vicenda e per le attività della stessa”.