L’AQUILA – Sono andati alla storia come i “nobili della scaletta”, quelli che il 13 giugno 1946, re Umberto II di Savoia nominò sulla scaletta dell’aeroplano pochi attimi prima di esiliarsi in Portogallo.
Questo precedente viene ora citato, ironicamente, tra il personale sanitario della Asl provinciale dell’Aquila, allo stremo per il carico di lavoro, davanti alle assunzioni e nomine in zona Cesarini, ad opera dell’oramai ex direttore generale Ferdinando Romano.
Tra gli ultimi atti c’è anche l’assunzione, il 23 maggio, di quattro nuovi amministrativi, pochi giorni prima insomma della sua decadenza arrivata sabato 31 maggio a mezzanotte, naufragata l’ipotesi di una seconda proroga, che voleva concedere il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, di cui il 67enne docente di Igiene dell’università La Sapienza di Roma, arrivato in Abruzzo in quota Lega, e poi passato a Fdi, gode della massima fiducia, nonostante il debito che per il 2025 alla Asl dell’Aquila e stato calcolato come tendenziale ad 75 milioni di euro, dopo quello macinato del 2023 e 2024 che ha imposto e impone alla Regione manovre lacrime e sangue.
Romano è stato sostituito come facente funzione, in attesa dell’esito del bando che arriverà in autunno, a cui parteciperà, essendosi iscritto all’elenco degli idonei, dal direttore amministrativo Stefano Di Rocco.
Anche le nuove assunzioni sono destinate a causare roventi polemiche dopo quelle adottate dal manager poco prima di decadere. Manager che con la benedizione di Marsilio si è iscritto all’elenco dei dg e al bando per il nuovo vertice e sta lavorando al ritorno in sella in autunno al termine del percorso di selezione.
Assunzioni senza concorso, quelle del 23 maggio, ma scorrendo una graduatoria di un bando per l’intera regione della Asl di Teramo. In barba al fatto che il dipartimento Salute, guidato da Emanuela Grimaldi, ha disposto il blocco dell’assunzione di nuovi amministrativi, applicando la stessa legge regionale con le misure per il contenimento del debito, e ha già stoppato le assunzioni anche qui con scorrimento delle graduatorie alla Asl di Teramo, per un dirigente, e alla Asl di Pescara, per 10 amministrativi.
I vertici del dipartimento, davanti a questo nuovo episodio, da quanto si apprende, sono andati su tutte le furie e c’è chi dice che saranno probabilmente mandati gli atti in procura, alla luce della norma regionale che ha imposto la stretta per contenere il deficit da 113 milioni nel 2024 e di oltre 100 milioni (al netto di altri 100 milioni che saranno però coperti dal Fondo sanitario regionale) per il 2025, e con il Tavolo di monitoraggio interministeriale di Roma che ha bocciato il piano di rientro presentato dall’Abruzzo, e attende misure davvero efficaci entro luglio.
In questo scenario a dir poco critico è arrivata dunque la deliberazione della direzione generale numero 1038 del 23 maggio, a firma di Romano, che ha provveduto a nominare “a tempo pieno e indeterminato”, nel profilo professionale di collaboratore Amministrativo nella area dei Professionisti della salute e dei funzionari (Apsf), Dina Pedata, Federica D’Andrea, Massimiliano Fabi e Matteo De Crescentis. Nulla questio chiaramente sui neo assunti, in modo del tutto regolare e dopo aver partecipato ad un concorso mettendo alla prova le loro competenze e capacità.
Nomi attinti dalla graduatoria approvata nel 2022 di un bando per questa stessa tipologia professionale indetto, per l’intera regione, dalla Asl di Teramo, guidata a Maurizio Di Giosia. Graduatoria poi fatta scorrere per ulteriori assunzioni fino all’86esimo posto, e tenuto conto che uno dei candidati in graduatoria, al 77 posto ha rinunciato.
Nella delibera si precisa che il 6 maggio è stato chiesto ai candidati collocati dalla 86esima
alla 91esima posizione “di fornire propria effettiva disponibilità all’assunzione a tempo indeterminato, precisando che la rinuncia o il non riscontro entro i termini forniti avrebbe comportato la decadenza dall’assunzione”. Inoltre è accaduto che il candidato collocato all’87esimo posto “non ha fornito riscontro entro i termini perentori fissati”
I candidati collocati dall’ 88° al 91° posto hanno, invece, comunicato propria accettazione
all’assunzione a tempo indeterminato.
Da qui le assunzioni che si precisa, “consentiranno la riduzione di n. 2 ‘moduli C – di servizi
amministrativi’ in servizio presso questa Asl, comportando, pertanto, minori costi nell’ambito della spesa relativa al personale dei servizi operante presso l’Azienda. E i moduli C sono proprio i 150 precari delle cooperative esterne, nel ruolo di supporto tecnico e amministravo, che non hanno partecipato al bando regionale, in un numero superiore comunque a 100, e che hanno già messo in campo una dura contestazione, con tanto di sit-in fuori Palazzo Silone, sede della giunta regionale. Per loro si attende comunque una soluzione che possa portare in qualche modo alla stabilizzazione.
Non è stata comunque l’assunzione dei quattro amministrativi, l’ultimo atto di Romano.
Il 30 maggio ha nominato il nuovo direttore sanitario facente funzione Carmine Viola, al posto del compianto Alfonso Mascitelli, e il nuovo capo dipartimento amministrativo Alessia Valentina Parlatore, direttore del personale, e persona di fiducia di Romano, che prenderà il posto di Paolo Spaziani, sospeso per sei mesi senza stipendio e che avrebbe intenzione di impugnare il provvedimento.





