CHIETI – Altri 60 lavoratori della sanità abruzzese a rischio: sono quelli dell’appalto di facchinaggio negli ospedali della provincia di Chieti.

Mentre all’Aquila, dove sono in corso da ieri sit-in di protesta davanti alla sede della Regione, per i 150 lavoratori precari del servizio amministrativo della Asl di Avezzano-Sulmona-L’Aquila, è stata disposta una proroga contrattuale, in provincia di Chieti cresce la preoccupazione per i dipendenti dell’appalto di facchinaggio attivo nei presidi ospedalieri affidati dalla Asl alla società Dussmann Service e da questa in subappalto alla cooperativa Auriga.

La Filcams Cgil di Chieti, ha sottolineato che “l’appalto, in scadenza il 21 di maggio, non è ancora stato formalmente prorogato dalla nuova direzione strategica della Asl, ma i lavoratori hanno già ricevuto dalla loro azienda le lettere di licenziamento individuale al 31 maggio 2025”.

Il sindacato “da diversi mesi chiede un incontro alla direzione strategica della Asl2, per porre la delicata questione del futuro di questo servizio e dei lavoratori coinvolti, senza però ricevere nessuna risposta. La drammatica situazione in cui versa la sanità abruzzese potrà solo peggiorare se a essere colpiti saranno proprio i lavoratori che la continuità e qualità del servizio la garantiscono da anni tutti i giorni”.

“L’incertezza rispetto alla prosecuzione dell’appalto – conclude la Filcams Cgil – potrebbe comportare infatti gravi conseguenze anche sulle prestazioni sanitarie con implicazioni pesantissime per i cittadini di questo territorio”.

Spiega il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale dell’Abruzzo, Francesco Taglieri: “Il personale ausiliario della Asl2 ha già ricevuto le lettere di licenziamento: se entro il 27 maggio non verrà rinnovato il contratto o concessa una deroga, una sessantina di lavoratori saranno lasciati a casa e le loro famiglie perderanno un reddito importante in un momento di crisi nera e di caro vita. Ancora una volta, la logica degli appalti multimilionari produce lavoro povero e precarietà, mentre i costi veri, quelli umani e sociali, li pagano i lavoratori e i cittadini”.

In una nota congiunta Silvio Paolucci, capogruppo Pd in Consiglio regionale, e Leo Marongiu, segretario provinciale del Partito Democratico di Chieti, chiedono con forza “la sospensione immediata delle lettere di licenziamento inviate ai circa 60 lavoratori dell’appalto di facchinaggio negli ospedali della provincia di Chieti e un intervento urgente da parte della direzione strategica della Asl2. Non è tollerabile che a pagare il prezzo dell’inerzia e della mancata programmazione siano ancora una volta i lavoratori e i cittadini”.

“La situazione che stanno vivendo i dipendenti della cooperativa Auriga – prosegue la nota del Pd – è intollerabile: lettere di licenziamento in mano, nessuna garanzia sulla prosecuzione dell’appalto, nessun riscontro alle richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali da mesi. Già a giugno 2024 un primo taglio alle ore lavorative aveva messo in ginocchio questi servizi”.

“Oggi ci troviamo davanti a un ulteriore atto di ingiustizia sociale e programmatica. È l’ennesimo segnale dell’assenza di una vera strategia per la sanità pubblica in Abruzzo. Si interviene solo con tagli e riduzioni, senza una visione, senza un piano strutturale. Necessario un confronto più ampio e certo tra le parti sociali e la nuova direzione della Asl2, che purtroppo con le lettere di licenziamento già inviate non si discosta dal metodo Schael-Marsilio che abbiamo contrastato in questi anni: oltre alla sospensione dei licenziamenti previsti per il 31 maggio, è necessaria la proroga dell’appalto e che sia avviato un confronto urgente con le rappresentanze sindacali e le istituzioni coinvolte, a partire dalla Prefettura. La Regione Abruzzo definisca una linea chiara e trasparente sul futuro dei servizi esternalizzati nella sanità, garantendo tutele occupazionali e qualità dei servizi, non si può soltanto tagliare, la sanità ha bisogno di essere sanata”.

Per il capogruppo M5S Taglieri: “Non è la prima volta che il personale ausiliario della sanità viene colpito: già negli anni scorsi ha subito riduzioni di salario, tagli alle ore lavorative e continue riorganizzazioni, tutte a senso unico, tutte in danno dei più deboli. Mentre il presidente Marsilio e la destra abruzzese continuano a spendere parole e promesse sulla centralità della sanità pubblica, la realtà racconta un’altra storia. La verità è quella di un fallimento totale, senza precedenti”.

“Il mancato rinnovo contrattuale per il personale ausiliario della Asl2  non è solo un problema occupazionale – osserva – Avrà effetti diretti sull’intero sistema sanitario locale. Gli Operatori Socio-Sanitari (OSS) dei reparti saranno costretti a coprire le mansioni degli ausiliari, e a loro volta gli infermieri dovranno sostituire gli OSS. Il risultato? Demansionamento dei professionisti, caos organizzativo, disservizi per i pazienti e, come già accaduto in passato, cause legali con ulteriori sprechi di risorse pubbliche”.

“Il Movimento 5 Stelle Abruzzo chiede con forza che venga immediatamente sospesa ogni procedura di licenziamento e si proceda con una proroga del contratto, in attesa di una riorganizzazione vera, seria e condivisa”, afferma Taglieri. “L’Abruzzo vive il paradosso di una sanità che non funziona e produce deficit. I margini per rendere il servizio sanitario più efficiente sono enormi ma la destra di Marsilio, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia si sta limitando a mettere pezze peggiori dei buchi, creando ancora più danni”.

“Non accetteremo che si continui a tagliare sulla pelle dei lavoratori e sulla qualità dei servizi sanitari. La sanità non è un centro di costo da ridurre in modo indiscriminato ed inefficace, ma un diritto da difendere a vantaggio di cittadini, operatori sanitari e pazienti”, conclude il consigliere del Movimento 5 Stelle.