L’AQUILA – Ormai la si attende come fosse una festività, un appuntamento imperdibile del calendario. È lei, l’influenza, lo scomodo ospite della stagione invernale.
E come ogni ricorrenza che si rispetti, ci si organizza per non farsi trovare impreparati. Non rifornendosi di uova al cioccolato, però, o regali da mettere sotto l’albero, bensì di scorte di fazzoletti, sciroppi e, per i più timorosi, una dose di vaccino.
Un po’ in anticipo rispetto agli ultimi anni, la temutissima influenza ha già fatto qualche vittima, anche se il peggio deve ancora arrivare.
“Le previsioni dicono che il picco dovrebbe essere raggiunto tra dicembre e gennaio”, afferma il dottor Giuseppe Matricardi, direttore del dipartimento di Prevenzione della Asl dell’Aquila.
I consigli per cercare di non “beccarla” sono gli stessi di tutti gli anni: abbigliamento adeguato, magari a strati, ed evitare gli sbalzi di temperatura.
Per gli aquilani che non vogliono assolutamente rischiare di trascorrere le vacanze di Natale a suon di tosse, mal di gola e raffreddore, c’è una buona notizia: la campagna di vaccinazione, promossa dal Servizio sanitario nazionale e già iniziata in alcune città, prenderà il via all’Aquila lunedì 25 e durerà fino alla fine dell’anno.
“La campagna – spiega Matricardi – è rivolta soprattutto agli over 65, i bambini di età superiore ai 6 mesi e le persone affette da patologie particolari malattie croniche, cardiache, respiratorie. Da lunedì presso il container dell’ambulatorio vaccinale, e nella sede dell’Unità territoriale di assistenza primaria, entrambe ubicati nell’ex ospedale di Collemaggio, sarà possibile essere vaccinati”.
“Ancora non sappiamo con precisione – aggiunge – quanti medici di base aderiranno alla campagna di prevenzione. Pensiamo però di avere durante la settimana tutte le adesioni, in modo che i pazienti sappiano di potersi vaccinare anche presso i loro studi”.
Nella circolare emessa lo scorso luglio dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio veniva spiegata la composizione “trivalente” del vaccino che sarà in grado di “coprire” tre tipologie di virus: oltre ai due antigeni australiani A/Perth (H3N2) e B/Brisbane, è presente anche quello analogo al ceppo A/California (H1N1), il temuto ceppo ‘pandemico’ della suina.
Niente paura però, rassicura il dottor Matricardi, “non abbiamo situazioni di tipo epidemico, e consideriamo che con le vaccinazioni, che copriranno all’incirca il 60 per cento delle persone anziane, la situazione verrà tenuta sotto controllo”.






