L’AQUILA – Prendete il piano di sopra della nuova sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) che è stata riaperta all’Aquila in pieno centro storico terremotato, dividetelo in tre aree e spalmateci le opere di 34 artisti, aquilani, italiani e tedeschi.
La 719ª edizione della Perdonanza Celestiniana, quest’anno non ha portato solo tradizione tra le vie della città distrutta, ma anche l’avanguardia dell’arte contemporanea.
Se fino a ieri, infatti, non si era abituati a vedere sculture che sembrano strampalate, ritratti di bambine dai visi giganti oppure orsacchiotti che si strappano il cuore e lo lanciano fin su tra le stelle, la tendenza sta rapidamente cambiando, perché un folto gruppo di artisti ha scelto di venire nel capoluogo abruzzese e portare una ventata di aria fresca.
L’associazione culturale che ha organizzato l’evento ha un nome eloquente, si chiama Apertamente, e la mostra è stata curata da tre artiste: Lucia Zappacorta, direttore artistico Alviani ArtSpace dell’Aurum di Pescara, Jane Katharina Di Renzo, fotografa tedesca, e Andrea Oppenheimer, curatrice del progetto Italian Pop Surrealism.
“La mostra presentata dal Festival Apertamente 2013 propone un vero e proprio percorso che dall’arte contemporanea passa all’arte ipercontemporanea attraverso incursioni underground – spiega ad AbruzzoWeb la Oppenheimer – La sezione da me curata presentava artisti italiani appartenenti alla corrente artistica internazionale denominata Pop Surrealism o Low Brow, che ormai da diversi anni ha un grande seguito anche in Italia e che vede il ritorno dell’amore per l’esecuzione tecnica pittorica pur trattando soggetti vicini per ispirazione o derivazione al fumetto, l’illustrazione, il cinema e la letteratura. Il tutto trattato in chiave ironica e dissacratoria”.
La mostra è divisa come detto in tre sezioni. Nella prima, I Love Low Brow, appunto, ci sono Dilka Bear, Bafefit, Paolo Pietrangeli, alla seconda mostra del Festival Apertamente e ora impegnati in esposizioni negli Stati Uniti, ma si trovano anche Virginia Mori, Anonymous Art, Amelia Von Grune, Marco Rea, artisti prolifici che hanno esposto presso la galleria Mondo Bizzarro e al Museo Centrale Montermartini, di Roma. Al gruppo si sono aggiunti anche Selena Leardini, Sabrina Dan, Sine Sanze e Gianluca Sbrana.
La seconda sezione prende il nome di I.d.e.n.t.i.t.à., curata dall’art director Di Renzo, i temi trattati sono attuali, “globalizzazione, rivoluzione, guerra informatica, trovare se stessi e la propria identità”, spiega nella brochure dell’opera.
La selezione fotografica raccoglie dieci artisti berlinesi che hanno analizzato il tema dell’identità e, attraverso percorsi visivi e audiovisivi, “tentano di rappresentare questa generazione per spronare la popolazione a riflettere e a guardare con occhi diversi e a scoprire la tolleranza verso una società fatta di meravigliose diversità”, conclude la Di Renzo.
La terza parte, curata dalla Zappacosta, vuole “spingere l’osservatore in una dimensione sommersa dove alcuni temi caratterizzanti il nostro paese vengono focalizzati divenendo simboli del presente – come scrive il direttore artistico nel dépliant della mostra – e si trasformano in un atto di necessaria meditazione”.
A Rocco Dubbini, Armando Fanelli e Rita Soccio, si aggiungono gli aquilani Jukuki, Matteo Liberi, Gloria Sulli e Lidia Tropea. A questi artisti già affermati e conosciuti nel panorama dell’arte contemporanea e se ne affiancano poi altri giovanissimi, tra i 20 e 30 anni: Bruno Cerasi, Antonio Di Biase, Iolanda Di Bonaventura, Lorenzo Kamerlengo, Oldrgr e Vice.
A spingere questa importante mole di artisti ad approdare tra i monti aquilani è stata la volontà di “dare una mano” in un momento importante come la ricostruzione post-sismica.
“Avevo saputo che dal mese di giugno 2013 L’Aquila aveva non solo finito i soldi per aprire nuovi cantieri, ma che addirittura non ce ne erano più neppure per mantenere aperti quelli già esistenti – spiega la Oppenheimer – Io considero tutto il mondo come la mia casa e mi è sembrato normale pensare che una piccola cosa possibile poteva essere quella di devolvere una parte dell’incasso della mostra”.
“Sembra incredibile ma non ci è stato permesso – racconta – Credo che l’unica cosa sia quella di fare senza aspettare autorizzazioni, spero che gli artisti capiscano che la loro è una vera e propria missione. Il pubblico quando si trova circondato dall’arte e dall’entusiasmo si lascia coinvolgere. Il pubblico ha bisogno di essere rieducato, di sentirsi parte di qualcosa invece di sentirsi estraneo. E sono romanticamente convinta che alla fine, piano piano, anche i più scettici spegneranno la televisione, smetteranno di criticare e semplicemente andranno a riempirsi gli occhi di forme e colori, senza la paura di non capire l’arte, di sentirla distante”.
“Mi ha colpita molto un cartello scritto a mano – ricorda – appeso alla vetrina di un negozio accanto al quale c’era una esposizione di artisti (Il mercato degli Spiriti, ndr): diceva più o meno così, ‘Ispirata dalla vostra arte, voglio farne parte’. Ecco. È per queste piccole cose che fatichiamo tanto”.
E il pubblico aquilano ha premiato questi giovani, “sono stata soddisfatta della risposta del pubblico, abbiamo ricevuto moltissimi complimenti che ci incoraggiano a continuare il progetto nonostante le difficoltà che si possono riscontrare”, coonclude la Oppenheimer.
I direttori artistici dell’evento Apertamente sono Daniele Iulianella e Francesca Taglieri. La mostra è stata inaugurata domenica 25 agosto e sarà aperta fino a domenica 1° settembre.






