L’AQUILA – Ancora scosse di terremoto nel distretto sismico dei Monti Reatini, all’interno del quale sono compresi anche i Comuni della Alta Valle Aterno nell’Aquilano.

Una zona che l’Ingv definisce “pericolosa”, perché “la sequenza delle scosse è quantitativamente importante, anche se la magnitudo rimane abbastanza bassa”, come afferma il geologo responsabile della rete di monitoraggio abruzzese, Gaetano De Luca.

LE SCOSSE

Poco dopo la mezzanotte, alle 0.47 è stata registrata una scossa di magnitudo 2 avvertita anche nel comune di Montereale, mentre alle 5.58 i rilevatori dell’Ingv hanno segnalato un evento sismico di magnitudo 2.5 con epicentro nella zona di Borbona (Ri) ma che stata avvertita anche nelle zone al confine con il Lazio.

Oltre a queste scosse il database “Iside” dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha riportato altre quattordici piccole scosse, tutte di magnitudo inferiore a 2 ma che testimoniano l’attività sismica della zona dell’Alto Aterno e del Reatino.

Rimane alto, comunque, il ilvello di attenzione dopo le otto scosse registrate ieri e le unidici, di cui la più forte di magnitudo 3.3, di due giorni fa.

INGV: ”ZONA PERICOLOSA, STARE PRONTI”

L’AQUILA – “Non possiamo prevedere se ci sarà o meno una nuova forte scossa o se questo sciame sismico di esaurirà come quello iniziato a fine luglio. L’unica certezza che abbiamo è che i terremoti avvengono, hanno tempi ‘umani’, e dobbiamo essere preparati”.

A parlare è Gaetano De Luca, sismologo responsabile della rete di monitoraggio abruzzese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), che sulle scosse che da qualche giorno si stanno verificando nel distretto sismico dei Monti Reatini e che interessano in particolare i Comuni di Montereale e Borbona, come di consueto non fa previsioni ma consiglia di stare attenti.

“Potrebbe verificarsi la stessa cosa che è successa con lo scorso sciame – spiega –  iniziato a fine luglio e terminato i primi di ottobre. Oppure no, non possiamo dirlo. Sicuramente non è una situazione bella perché comunque la sequenza delle scosse è quantitativamente importante, anche se la magnitudo rimane abbastanza bassa”.

“La zona di Montereale è un’area sismicamente pericolosa – continua De Luca – un terremoto forte ci può stare, è la storia stessa che ce lo insegna. Tutto il 900 è stato funestato da eventi sismici disastrosi, circa dieci in cento anni. Quindi statisticamente ogni dieci anni potremmo aspettarci un terremoto catastrofico”.

La questione su cui De Luca pone l’accento è poi quella della prevenzione. “Non serve a  nulla prevedere un terremoto – afferma – la vera prevenzione è costruire edifici sicuri. E questa sicurezza in Italia non ce l’abbiamo. Lo testimoniano le ordinanze dei sindaci, che chiudono le scuole quando la frequenza delle scosse aumenta: in questo modo si significa certifica che quelle scuole non sono sicure”.

Proprio nell’ottica della prevenzione, De Luca afferma: “Il cambiamento deve partire dalla politica. Bisogna che si inizi davvero a costruire in modo diverso, più sicuro”.

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