L’AQUILA – Un bambino su tre nella fascia 6-9 anni in Italia è sovrappeso o obeso, il tasso maggiore di tutta l’Europa. 

La situazione non è migliore in Abruzzo dove i bambini obesi sono il 10,4% e quelli in sovrappeso il 22,3 per cento, con un eccesso ponderale pari al 32,7 per cento.

È quanto emerge dal secondo rapporto sulla malnutrizione infantile della Ong Helpcode, pubblicato in vista delle Giornate mondiali contro l’obesità del 10 ottobre e dell’alimentazione del 16 ottobre. Secondo il documento sono circa 100mila i bambini obesi o sovrappeso nel nostro Paese, con una prevalenza dei maschi (21%) sulle femmine (14%). 

A livello globale d’altra parte il numero di bambini di età inferiore ai cinque anni obesi o sovrappeso risulta in costante aumento e ha ormai superato quota 40 milioni, 10 milioni in più rispetto al 2000.

Le famiglie del Centro e del Sud d’Italia, con livelli di istruzione e di reddito più bassi rispetto alla media nazionale, registrano un’incidenza maggiore del fenomeno.

La maglia nera va ai bambini campani (oltre il 40% sono sovrappeso e obesi), seguiti dai coetanei di Molise, Calabria, Sicilia, Basilicata e Puglia.

“Le ricerche più recenti ci dicono che è necessario intervenire nei primi tre anni di vita – osserva Mohamad Maghnie, responsabile dell’UOC Clinica Pediatrica dell’Ospedale Gaslini di Genova -. E per farlo dobbiamo conoscere abitudini alimentari e stili di vita dei pazienti a cominciare dalla gravidanza. Ma non basta. Dobbiamo investire nell’educazione alimentare delle famiglie e nella formazione mirata dei medici”.

L’istituto Giannina Gaslini di Genova effettua annualmente un monitoraggio dello stato di salute alimentare dei bambini nelle scuole genovesi.

Il bilancio per l’anno 2017/2018 – su un totale di 333 bambini – mostra il dato rilevante di un mantenimento della percentuale di normopeso stabile al 72% rispetto all’anno 2016/2017 e un aumento dell’indice di obesità che passa dal 10 al 15%.