L’AQUILA – Anni di attesa, scanditi da promesse che non hanno mai avuto riscontri concreti, e ora di colpo sono ben due i progetti di legge regionali a sostegno del settore dell’editoria abruzzese in crisi, o peggio, per citare il presidente dell’Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta, “in coma profondo”.
A sorpresa infatti il consigliere regionale di Centro democratico Maurizio Di Nicola, presidente della prima commissione Bilancio, ha depositato un suo progetto di legge, bruciando nel tempo il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, e l’intero Ufficio di presidenza, che stava lavorando ad un altro testo, annunciato da Di Pangrazio, in occasione degli Stati generali dell’informazione di Pescara nel marzo 2015 e che, come confermato ad Abruzzoweb da Giovanni D’Amico, portavoce del presidente, sarebbe stato licenziato a stretto giro, prima dell’estate. A tal fine era stato attivato anche un confronto con l’Ordine dei giornalisti.
Né D’Amico né Di Pangrazio erano a però a conoscenza dell’iniziativa legislativa del loro collega di maggioranza e ieri pomeriggio pare abbiano tenuto un incontro all’Emiciclo per studiare il testo di Di Nicola che potrebbe a breve arrivare in Commissione, per decidere il da farsi.
Il pdl Di Nicola si è ispirato alle leggi in vigore in altre regioni, Toscana e Veneto in particolare, e prevede da una parte il sostegno diretto alle imprese operanti nel settore, attraverso l’erogazione di contributi e prestiti agevolati per l’innovazione tecnologica, dall’altra incentivi per l’assunzione o la stabilizzazione dei giornalisti.
Dotazione finanziaria prevista 500 mila euro.
Da definire il tetto massimo per l’innovazione, fissato ad un massimo di 40 mila euro per assunto o stabilizzato. Tanti o pochi dipende dal punto di vista.
Senz’altro molto rispetto allo zero in termini di sostegno per buona parte delle iniziative editoriali. Pochi se si divide la somma con i tantissimi potenziali beneficiari.
Finalità della legge è quella di incentivare l’occupazione “nel rispetto della disciplina contrattuale del settore e della normativa in materia di equa retribuzione del lavoro giornalistico”, e di favorire “il processo di innovazione tecnologica del sistema radiotelevisivo e delle telecomunicazioni e di modernizzazione del sistema di produzione e vendita dei prodotti editoriali”, e infine di “promuovere la definizione di adeguati interventi formativi e di aggiornamento”.
La legge è rivolta all’emittenza radiofonica e televisiva, via etere e digitale terrestre e via web, a imprese di editoria locale di quotidiani o periodici, anche on line, e infine alle agenzie di stampa quotidiana via web, ma con un preciso discrimine, volto a escludere tante attività editoriali improvvisate.
I potenziali beneficiari devono infatti ricorrere, per l’attività giornalistica, esclusivamente a personale regolarmente iscritto all’albo dei giornalisti, o retribuito mediante equo compenso così come definito dalla Legge del 31 dicembre 2012, e in regime di correttezza retributiva e contributiva.
Devono disporre “di una redazione giornalistica che si avvale di giornalisti professionisti dipendenti” che “destinano alla informazione locale autoprodotta una fascia oraria complessiva del proprio palinsesto diurno (ore 7.00 – 22.30) o una foliazione o percentuale degli articoli pubblicati, nella misura definita dalla Giunta regionale sentita la competente commissione consiliare”.
Per questa ragione sono escluse le emittenti televisive che svolgono attività con carattere prevalente di televendita, in misura superiore all’80 per cento della propria programmazione o testate on line che non producono contenuti originali, limitandosi a pedissequi copia-incolla di agenzie.
I benefici previsti dalla presente legge sono costituiti da concessione di contributi in conto capitale, in conto interessi e prestazioni di garanzie per l’accesso al credito.
Lunghissimo l’elenco dei interventi finanziabili: si va dalla innovazione tecnologica delle attrezzature e dei mezzi di produzione e diffusione radio-televisiva, ai costi per la progettazione e realizzazione del sito web e per la gestione ed alimentazione delle pagine, passando per gli abbonamenti alle agenzie di stampa.
Aiuti anche “per la produzione e la filiera di distribuzione della stampa quotidiana e periodica locale nel territorio regionale”.
E ancora per “le iniziative di autoproduzione radiofonica e televisiva, finalizzate alla conoscenza e valorizzazione delle tradizioni, della cultura e della storia italiana e abruzzese, trasmissibili in regime di convenzione con emittenti radiofoniche e televisive, anche locali, di Stati e di regioni di Stati esteri ove risultano insediate comunità di origine italiana e abruzzese”.
Sarà però la Giunta regionale a dover prevedere per ogni categoria di interventi, la tipologia di spese ammissibili e la misura massima di agevolazione in percentuale della spesa ammessa.
Saranno riconosciute tuttavia forme di priorità alle emittenti televisive che stipulano convenzioni con enti che operano per la protezione e la assistenza dei sordi, e finalizzate ad attivare soluzioni per una informazione televisiva locale accessibile anche alle persone non udenti.
La legge intende poi sostenere gli interventi di assunzione e stabilizzazione del rapporto di lavoro del personale giornalistico, privilegiando le iniziative volte a favorire occupazione giovanile e femminile, nonché le iniziative di formazione e qualificazione professionale degli operatori del settore, giornalisti e personale tecnico.
Per quanto riguarda l’asse “incentivi per l’occupazione nel settore dell’informazione abruzzese”, il progetto di legge specifica che i contributi regionali possono coprire nella misura massima del 70 per cento la retribuzione annua lorda imponibile a fini previdenziali, per ogni stabilizzazione o reinserimento con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nella misura massima del 50 per cento della retribuzione annua lorda imponibile a fini previdenziali, per ogni nuova assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nella misura massima del 30 per cento per cento della retribuzione annua lorda imponibile a fini previdenziali, per ogni nuova assunzione a tempo determinato”.
In tutti e tre i casi si deve trattare però di personale giornalista iscritto all’albo.
Il valore del contributo non può comunque superare l’importo massimo di euro 40 mila euro per ogni contratto di lavoro concluso. Lo si può aumentare del 30 per cento se il giornalista rientra nelle categoria delle persone svantaggiate.
Impossibile per ora fare un confronto tra il pdl Di Nicola e quello allo studio dell’Ufficio di presidenza, visto che nel secondo caso il testo è ancora “secretato”, anche se si può supporre che nell’impianto non dovrebbe divergere di molto dal pdl Di Nicola.
Si sa solo che l’ipotesi individuata per la copertura economica del pdl della Presidenza, suggerita dall’Ordine dei giornalisti, è quella di attingere dall’uno per cento dell’importo di tutti gli appalti pubblici regionali, mentre il pdl Di Nicola, prevede per la copertura un aumento di 500 mila euro alla voce “Tassa automobilistica riscossa a seguito di attività di accertamento e controllo”.



