L’AQUILA – Stato di calamità per i danni causati all’agricoltura abruzzese dal maltempo che sta imperversando tutta l’estate, con almeno 4 milioni di euro di perdite da parte del settore.
A chiederlo in una nota è il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Mauro Febbo.
“A seguito delle calamità atmosferiche di questo periodo, piogge e temporali di tutto il mese di luglio, gli agricoltori segnalano danni alle colture e ai prodotti agricoli in via di maturazione e in corso di raccolta – scrive – Oltre al decremento consistente della produzione: uva -40%, grano -65%, si lamentano gravi problemi sulla qualità degli ortaggi specie nel Fucino attaccati da diffuse fitopatie difficili e costose da combattere, per non parlare dei danni subiti dalla frutta, ciliegie, pesche eccetera”.
Per Febbo “è indispensabile che la direzione Agricoltura dia disposizione agli ispettorati provinciali per l’accertamento e la quantificazione dei danni da calamità in virtù del fatto che la definizione dell’area danneggiata dalla calamità e la quantificazione del danno sono necessarie per verificare: le condizioni di accesso alla sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali per i lavoratori autonomi e per i dipendenti”.
“Dalle prime verifiche effettuate dai tecnici delle aziende e quelli delle compagnie assicurative il danno ammonterebbe almeno a 4 milioni di euro ma potrebbero essere molti di più – fa notare l’ex assessore al ramo – Indispensabile, poi, prevedere che il nuovo Psr contenga nuovi strumenti di gestione del rischio di natura economico-finanziaria oltre a quelli strutturali e strumenti per ripristinare il potenziale produttivo agricolo e forestale danneggiato e introdurre adeguate misure di prevenzione e salvaguardia dei rischi”.
“Infatti dalle prime bozze presentate al partenariato queste misure non sono previste mentre altre Regioni le hanno inserite con importanti dotazioni finanziarie ravvisando l’importanza di salvaguardare i redditi delle imprese agricole con risorse regionali laddove non intervengano le protezioni assicurative – conclude Febbo – Ricordiamo, inoltre che la delimitazione dell’area è necessaria anche per ridurre il reddito agrario riservato alle aziende che hanno perduto in tutto o in parte il raccolto e per giustificare ai fini Iva, la mancata fatturazione dei prodotti agricoli non raccolti per l’evento distruttivo”.





