L’AQUILA – Sono 30 i gruppi dell’Associazione nazionale alpini (Ana) estero che parteciperanno all’adunata nazionale di domani all’Aquila, ai quali bisogna aggiungere i 5 gruppi autonomi. Le associazioni estere sono in totale 133, con complessivamente 3.332 soci.
Oggi nel capoluogo abruzzese c’è stato un convegno con le penne nere nel mondo, sparse in 31 Paesi e in cinque continenti, dall’Australia al Sudamerica passando per il Sudafrica: migliaia di iscritti, emigranti italiani che i legami con la loro terra li mantengono anche grazie all’essere orgogliosamente alpini.
Con loro anche rappresentanti dell’Ifms, la Federazione internazionale dei soldati di montagna.
Presenti all’incontro anche il generale Federico Bonato, comandante delle Truppe Alpine, il presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, e il vice presidente nazionale dell’associazione, Ferruccio Minelli, che ha la delega proprio per le sezioni all’estero.
“La sezione alpini all’estero ha per noi un significato straordinario – ha spiegato Minelli – parliamo di persone che da questo Paese non hanno avuto nulla e sono stati coitretti a emigrare, eppure mantengono vivo il rapporto di amore con la loro patria”.
“Tra loro c’è anche chi ha fatto la campagna di Russia – ha continuato – e l’età purtroppo è sempre più alta, perché abolita la leva obbligatoria, nelle sezioni estere è venuto meno il ricambio generazionale”.
Per tanti alpini d’oltralpe e d’oltreoceano, l’occasione per tornare in patria e conoscere L’Aquila e l’Abruzzo, rinnovare amicizie e passioni senza frontiere.
Roberto Puntel, friulano, da vent’anni in Australia. “Torno in Italia per ogni adunata per incontrare gli amici, quest’anno è particolare, perché vedo L’Aquila, che abbiamo aiutato con una raccolta fondi 6 anni fa – ha ricordato – La sezione all’estero è per noi importante, perché un luogo di ritrovo, dove si organizzano cene, serate di ballo, e momenti di solidarietà e aiuto”.
Bruno Roncarati arriva invece dall’Inghilterra. “Sono emigrato 30 anni fa, ho iniziato a fare il cameriere, ma mi sono sempre sentito un alpino, che ama la montagna e la sua patria lontana”, ha sottolineato.
Egidio Lot, da Vittorio veneto, è emigrato a Zurigo “È la mia cinquantesima adunata, per me è un appuntamento imperdibile perché significa fratellanza, nell’essere lavoratori emigranti, e anche nell’essere alpini”, ha fatto notare.
“In Argentina – ha spiegato poi Fernando Caretti – eravamo 1.800 alpini della sezione esteri, ora siamo molti di meno, e più anziani, ma non fa nulla, andiamo avanti e teniamo duro”.
Delle delegazioni Ana all’estero sono presenti in Europa: Svizzera, Francia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Nordica (Svezia), Danubiana (comprende Ungheria, Bulgaria e Romania) e Lussemburgo. In Nord America: New York e Canada. In Sud America: Argentina, Brasile, Uruguay, Cile e Colombia.
In Africa: Sudafrica. Infine, l’Australia.
La sezione più vecchia è quella della Gran Bretagna, costituita nel 1928. Il presidente è Bruno Roncarati.
Con loro sfileranno Zara, Fiume e Pola, Gruppi della Sezione di Venezia. I soci delle sezioni all’estero tengono viva la memoria attraverso le cerimonie legate alle feste nazionali italiane come il 2 giugno e il 4 novembre.
Organizzano incontri con i giovani delle scuole avendo istituito diverse Borse di studio che vengono conferite anche per tramandare la cultura alpina e l’italianità all’estero.
Il prossimo appuntamento di rilievo sarà in Belgio a Marcinelle, il prossimo 4 e 5 ottobre per il 1° raduno degli alpini in Europa, una prima storica che avviene in concomitanza con l’annuale incontro per il ricordo della tragedia in cui morirono numerosissimi minatori italiani, tra cui molti alpini.



