L’AQUILA – Lutto per la scomparsa di Michele Passarelli, “presidente a cavallo degli anni 2000 di una L’Aquila Calcio che fece sognare un’intera città prima dell’ennesimo fallimento”.
Nel ricordo dell’Aquila 1927 sono custodite tutte le gioie e i dolori del calcio hanno scandito la vita di Passarelli, 80 anni, di Rende (Cosenza), imprenditore nel campo dell’elettronica che si è spento nel sonno due giorni fa, mentre si trovava a Tunisi per motivi di lavoro.
“Della sua gestione indimenticabili la promozione nello spareggio play off di Avellino con l’Acireale, la vittoria sul Palermo e il ‘titolo’ di campione d’inverno nella C1 del 2000/2001”, viene ricordato ancora.
Dal sogno della serie B alla memorabile trasferta di Tripoli per portare L’Aquila a giocare un’amichevole contro la squadra di Gheddafi junior. Dallo spareggio di Avellino, che sancì il salto in C1, alla condanna per il fallimento, l’ennesimo, del club, nel 2004.
Dal novembre 1999 – dopo aver acquistato la società da Gabriele Valentini – fino alla traumatica uscita di scena dell’estate del 2003, anticamera del fallimento, Passarelli fu al timone del sodalizio rossoblù.
Nell’ultima intervista sulla sua esaltante quanto dolorosa esperienza in rossoblù, si legge sul Centro, Passarelli aveva raccontato come avvenne lo sbarco all’Aquila: “Lavoravo in zona, mi è stato chiesto di dare una mano. Io mi sono messo a disposizione, ma, pian piano, il calcio si è preso tutte e due le mani… A parte gli scherzi, il mondo del pallone è particolare, bisogna conoscerlo per evitare di scottarsi. La società di calcio non è un’azienda come le altre. Le dinamiche sono diverse e se non sei del settore…”. Che cosa accade? “Accadono cose poco chiare…Almeno questo dice la mia esperienza”. Il presidente aggiunse anche di aver investito sulla società rossoblù “diversi milioni di euro”.
In queste ore numerosi messaggi di cordoglio sono comparsi sui social all’indirizzo dei figli Domenico Massimo e Rossella.






