PESCARA “Sono d’accordo con il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. Da vent’anni si taglia la sanità pubblica e si usano le risorse pubbliche per foraggiare la sanità privata. Per amore di verità va sottolineato che questa critica riguarda anche i governi del Partito democratico e del centrosinistra”.
Così in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, coordinamento di Unione Popolare.
“Il de-finanziamento del sistema sanitario pubblico – afferma quindi Acerbo – non è cominciato con il governo Meloni che semmai riprende la strada dei tagli già previsti dal governo Draghi. Sono stati tagliati 37 miliardi di euro tra il 2010 e il 2018, quindi con la successione dei governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte1. La nostra spesa è risalita con la pandemia, ma il dato non è strutturale. Tra i paesi Osce noi siamo sopra come spesa pro-capite solo a Grecia, Spagna e Portogallo. Il governo Meloni prevede di tagliare in 4 anni dell’11,4% la percentuale della spesa sanitaria sul Prodotto interno lordo”.
“La grande e sacrosanta manifestazione della Cgil può aprire una stagione di lotta per salvare il servizio sanitario nazionale. Noi di Rifondazione Comunista e Unione Popolare da sempre denunciamo la gravità dell’attacco alla sanità. Se l’astensione è così alta come ricordato da Landini è anche perché partiti come il Pd per anni hanno tagliato posti letto e aperto le porte ai privati con scelte non differenti dalla destra. Troppo comodo schierarsi per l’agenda Draghi quando si sta al governo e sfilare con la Cgil quando si finisce meritatamente all’opposizione”, prosegue l’ex consigliere regionale ed ex deputato abruzzese.
“Per salvare la sanità pubblica c’è bisogno di un’agenda diversa da quella neoliberista che è palesemente in contrasto con i principi fondamentali della nostra Costituzione”, conclude Acerbo.





