L’AQUILA – Manifestazione di protesta questa mattina, davanti l’Emiciclo in occasione del Consiglio regionale, di una delegazione dei 193 lavoratori della società ‘in house’ della Regione Abruzzo Engineering.

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L’iniziaitva, che coincide con la giornata di sciopero proclamato dopo l’assemblea di ieri all’Aquila con dipendenti, sindacati e rappresentanti delle Istituzioni, è uno degli ultimi estremi tentativi per scongiurare l’ipotesi di liquidazione della società, che accusa un buco in bilancio di circa 19 milioni di euro e sul quale sarà chiamata ad esprimersi domani l’assemblea dei soci.

È stato predisposto un ordine del giorno che verrà discusso in aula con il quale si chiederà un impegno della Regione, socio di maggioranza con il 60% del pacchetto azionario delle quote (il 30% è di proprietà della Selex e il 10% della Provincia dell’Aquila) per salvaguardare i livelli occupazionali e scongiurare l’ipotesi di liquidazione.

“Bisogna risolvere definitivamente la situazione che va avanti senza soluzione da troppo tempo. – spiega il dirigente provinciale di Ugl Commercio, Cristian Villani – Il fatto essenziale è dare una prospettiva certa ai lavoratori, tutti i problemi annessi e connessi non ci interessano. Si salvaguardino i posti di lavoro”.

“Probabilmente le colpe di questa situazione nono solamente del presidente, Gianni Chiodi, ma è arrivato il momento di una sferzata per la soluzione di questsa vertenza – ha aggiunto Villani – Il presidente deve sapere che Abruzzo Engineering è coposta da duecento persone perbene, proprio come lui, che la mattina si alzano, prendono la borsa e vanno a lavoro”.

“Sappiamo che il rischio della liquidazione è ormai dietro l’angolo – conclude l’esponente Ugl – chiediamo a Chiodi un atto di coraggio nei confronti dei lavoratori affinchè si possa continuare a credergli”.