PESCARA – L’ex sindaco di Pianella (Pescara), Giorgio D’Ambrosio, consigliere regionale mancato d’un soffio alle ultime elezioni a sostegno di Luciano D’Alfonso, è stato nominato presidente del Consiglio di amministrazione della società mista partecipata Ecologica srl, la società del consorzio che si occupa dei rifiuti nel Pescarese.

Ecologica s.r.l. è la società strumentale dell’ex Consorzio comprensoriale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’area pescarese, oggi divenuto Ambiente S.p.a, partecipata nella quota minoritaria (49%) dal partner privato Deco S.p.A..

La scelta ha provocato furiose polemiche nel panorama politico, tanto nel centrodestra quanto, sopratutto, all’interno dello stesso centrosinistra, con prese di posizione contrarie del Partito democratico, di Sinistra ecologia libertà e Rifondazione, oltre che di Forza Italia.

D’Ambrosio, tra le altre cose ex parlamentare ed ex presidente dell’Ambito territoriale ottimale (Ato) pescarese , è infatti imputato con altre 4 persone per distribuzione di acqua contaminata nell’ambito di uno dei filoni d’indagine paralleli dell’inchiesta sulla mega discarica di Bussi.

Inoltre, è imputato nel processo contro il cosiddetto “partito dell’acqua” che si sarebbe costituito proprio all’interno dell’Ato numero 4 di Pescara, dando vita a una serie di illeciti. Gli 11 imputati devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, abuso d’ufficio, peculato, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica, distruzione di documenti, truffa ai danni dello Stato.

Vicende giudiziarie che avevano già creato polemiche nel momento in cui D’Ambrosio si era candidato con D’Alfonso nella lista di Centro democratico all’insaputa del Pd che aveva deciso di tenerlo fuori dalle proprie.

Il 25 maggio 2014 alle urne ha collezionato 1.365 preferenze nel collegio di Pescara e, una volta escluso in favore di Maurizio Di Nicola, che ne aveva 2.042, ha fatto ricorso al Tar per far sì che il seggio di elezione toccasse a Pescara, ma l’ha perso ed è rimasto fuori. (alb.or.)

LA DIFESA: “E CHI SONO, VALLANZASCA?”

“Ma come? Nessuno si è mai interessato di questa azienda e ora tutti mi criticano? Ma che sono, Vallanzasca?”. Così D’Ambrosio ha risposto dopo le critiche sulla sua nomina al vertice di Ecologica.

Il primo a parlare di “nomina non felice” era stato il presidente della provincia di Pescara, Antonio Di Marco.

Ma la risposta di D’Ambrosio è ancora più netta: “Di Marco? Finora aveva fatto carriera politica grazie a me, poi è stato eletto alla provincia grazie a D’Alfonso, quindi deve stare solo che zitto”.

ACERBO (PRC): “RITORNA IL PARTITO DELL’ACQUA”

“Incredibile ma vero: l’on. Giorgio D’Ambrosio, sotto processo in qualità di ex-presidente dell’ATO per erogazione acqua contaminata a centinaia di migliaia di cittadini, è stato nominato Presidente della società Ecologica s.r.l.”.

Lo scrive in una nota l’ex deputato di Prc Maurizio Acerbo. Per Acerbo “si tratta di una società a maggioranza pubblica che ha come partner privato il monopolista dei rifiuti Di Zio. A nominare D’Ambrosio gli amici di partito del cda. Una sorta di premio di consolazione – accusa – all’esponente politico al centro di numerose inchieste giudiziarie che non c’è l’ha fatta a essere eletto alle ultime elezioni regionali”.

“Il povero D’Ambrosio che è stato consigliere provinciale, sindaco, parlamentare, presidente dell’Ato riuscendo anche a ricoprire le cariche contemporaneamente, era in crisi di astinenza e non poteva essere lasciato senza un nuovo giocattolo da maneggiare – prosegue Acerbo – Il sistema evidentemente non dimentica nessuno e a tutti viene comunque garantito uno strapuntino. Il Pd abruzzese e pescarese ormai non conosce la decenza”.

Secondo Acerbo, “mettere a capo di una società che si chiama Ecologica un imputato per gravi reati in materia di salute e ambiente (oltre che per quelli più consueti tipici della questione morale) è il segno che pensano di poter fare quello che gli pare”.

“Lo avevamo detto – conclude Acerbo – che la vittoria di D’Alfonso avrebbe significato lo sdoganamento del peggio e la restaurazione dei sistemi di potere che avevano vacillato a causa delle inchieste giudiziarie. Questa è l’ennesima conferma. Il ‘partito dell’acqua’ che oltre ad averci fatto bere acqua contaminata da sostanze cancerogene e aver prodotto un buco di più di 100 milioni di euro può ora contare su un assessore regionale Donato Di Matteo e di un nuovo presidente di società pubblica Giorgio D’Ambrosio”.

“È ancora in panchina l’ex-presidente dell’Aca, Ezio Di Cristoforo, rimasto impigliato in un’inchiesta per tangenti”, conclude ironico.

DI MARCO, “D’AMBROSIO NON CAPISCE TEMPI CAMBIATI”

‘‘Nulla di personale con Giorgio D’Ambrosio, anche se non ho mai condiviso nessun percorso con lui: il fatto è che evidentemente D’Ambrosio non comprende che i tempi sono cambiati, che nei territori c’è una sensibilità diversa”.

Così il presidente della provincia di Pescara, Antonio Di Marco, risponde al neo eletto presidente di Ecologica ex deputato e sindaco di Pianella.

“Il nome e il metodo doveva essere condiviso – prosegue Di Marco – e forse certi passi sono fuoriluogo: insomma al di là delle polemiche c’è da discutere ciò che lui rappresenta, quel tipo di politica”.

PD, “NOMINA D’AMBROSIO FUORI DA CRITERI CAMBIAMENTO”

“Prendiamo atto che le società partecipate da enti pubblici sono rimaste impermeabili alla richiesta di cambiamento che i cittadini chiedono a chi amministra la cosa pubblica e prendiamo nettamente le distanze dal metodo privo di trasparenza che ha portato alla nomina di Giorgio D’Ambrosio a presidente del Cda di Ecologica srl, nomina fatta esclusivamente dal rappresentante legale di Ambiente Spa, Massimo Sfamurri, senza consultare né l’assemblea dei soci né il comitato ristretto dei sindaci, azionisti della Società”.

Così i segretari regionale e provinciale del Pd, Marco Rapino e Francesca Ciafardini, commentano la scelta di Ambiente spa, società pubblica interamente partecipata dai Comuni della Provincia di Pescara e azionista di maggioranza di Ecologica srl.

“Si è trattato di nominare un Cda di una Srl mista tra pubblico e privato su cui ovviamente i Partiti non hanno competenza, ma trattandosi di società che svolgono funzioni e servizi destinati alla collettività il Partito democratico chiede di applicare metodi trasparenti per la selezione di professionalità adeguate per competenza e di riconosciuta moralità pubblica”, attaccano.

“Per questo non condividiamo affatto la scelta fatta da Ambiente per la guida di Ecologica srl, perché il Pd di oggi, quello che lotta per il rinnovamento della classe dirigente e che si impegna quotidianamente a stabilire un nuovo patto di fiducia con i cittadini sui temi della comunità, non si riconosce in percorsi politici e amministrativi come quello dell’ex Sindaco di Pianella”, assicurano Rapino e la Ciafardini.

“Il presidente di Ambiente, in prorogatio da quasi due anni – continuano i due segretari – non ha ritenuto di consultare i sindaci e ha compiuto questa scelta in totale solitudine questo comportamento potrebbe mettere seriamente a rischio la ragione stessa della permanenza in vita della Società Ambiente”.

“Nei prossimi giorni incontreremo i sindaci che non meritano questo trattamento e che siamo certi saranno dalla nostra parte per cambiare le antiche, distorte e obsolete dinamiche della politica e della gestione della cosa pubblica”, concludono.

SEL: “E’ RIENTRATO DALLA FINESTRA”

“Apprendiamo, con stupore, dai giornali della nomina a presidente di Ecologica Srl di Giorgio D’Ambrosio: Sinistra ecologia libertà, prima delle Regionali che hanno portato alla vittoria di Luciano D’Alfonso, si è spesa per far s’ che in provincia di Pescara personaggi come Giorgio D’Ambrosio non fossero presenti nelle liste della coalizione”.

A sostenerlo i coordinatori provinciale, Daniele Licheri, e regionale, Tommaso Di Febo, di Sel.

“È doveroso ricordare che il sig. D’Ambrosio – si legge in una nota – è sotto processo in qualità di ex-presidente dell’Ato per erogazione di acqua contaminata a centinaia di migliaia di cittadini Abruzzesi. Il presidente di una società come Ecologica srl dovrebbe avere, oltre che un profilo di grande professionalità e competenza anche un intoccabile moralità”.

“I cittadini – si prosegue nella nota – sono stufi di vedere utilizzare società pubbliche come luogo di riciclo per politici trombati dalle tornate elettorali precedenti. Questi sono arnesi della vecchia politica che devono essere messi in soffitta se vogliamo che i cittadini tornino a partecipare alla vita pubblica con rinnovata fiducia nelle istituzioni e nei sui rappresentanti”.

Licheri e Di Febo ricordano di avere “sempre sostenuto che la candidatura di Giorgio D’Ambrosio era incompatibile con la nostra partecipazione alla coalizione e siamo amareggiati che oggi con un escamotage l’onorevole uscito dalla porta principale del centrosinistra rientri dalla finestra”.

“Di chi è la responsabilità di questa nomina? – si chiedono Licheri e Di Febo – Quali interessi rappresenta? Sono state rispettate tutte le procedure corrette? Come partito chiediamo immediata chiarezza e rivolgiamo un appello ai sindaci che non condividono questa nomina di correre immediatamente ai ripari e cercare soluzioni idonee per risolvere questa imbarazzante situazione”.

SOSPIRI, “NOMINA D’AMBROSIO FRUTTO DI VECCHIE LOGICHE PD”

“Lo strapuntino politico del Pd è di nuovo servito: la nomina di Giorgio D’Ambrosio a presidente di Ecologica Srl è avvenuta alla faccia del rinnovamento tanto sbandierato dal Pd, che continua ad applicare le vecchie logiche della spartizione delle poltrone e della distribuzione di contentini a tutti i fedelissimi”

A sostenerlo è il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri.

“Ancora più assurdo che tale nomina sia andata a un esponente che non ha ancora dato tutte le risposte politiche alle problematiche che hanno investito l’Ato, di cui D’Ambrosio è stato presidente. Dal territorio mi aspetto una forte opposizione a tale nomina che è inaccettabile”, rincara.

“Il Pd sta evidentemente finendo di collocare le proprie pedine nei luoghi strategici della pubblica amministrazione – ha commentato Sospiri – ma la nomina di D’Ambrosio ha veramente dell’assurdo: dopo le problematiche inerenti l’Aca e l’Ato, governate dal Pd per anni, quando ancora una regione intera attende chiarimenti, ecco la nomina dell’ex presidente dell’Ato alla presidenza di un altro ente strategico come Ecologica, la società strumentale dell’ex Consorzio Comprensoriale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’area pescarese, ovvero di Ambiente Spa, anch’essa sempre presieduta dal Pd”.

“E lo stesso Cda di Ecologica è un monocolore Pd – aggiunge – alla faccia del rinnovamento che invece il centrodestra aveva fortemente avviato quando, dovendo rinnovare le cariche all’Aca, abbiamo deciso di affidarne la guida a un amministratore unico, tagliando i costi della politica, e scegliendo la figura di un manager professionalmente qualificato e soprattutto svincolato dai partiti”.

Secondo Sospiri, “la verità è che oggi il Pd sta riportando l’Abruzzo indietro di vent’anni, alle vecchie logiche di spartizione delle poltrone per accontentare chi è uscito dalla politica passando dalla porta, e ora rientra passando dalla finestra. E tutto questo – evidenzia – non fa bene a Pescara né tantomeno all’Abruzzo, di recente divenuti lo ‘zimbelli’ d’Italia, continuamente in pasto a trasmissioni di denuncia satirica, come Le Iene o Striscia la Notizia, che nella nostra terra trovano quelle assurdità figlie della politica che è il loro pane quotidiano”.

“Appena pochi giorni fa gli inviati di Striscia hanno denunciato a livello nazionale l’acquisto di un immobile da parte della Asl di Pescara, avvenuto a prezzi esorbitanti e nel totale silenzio della Regione; ora già immagino gli inviati delle Iene a caccia dell’uomo che, dopo essere stato protagonista del caso politico Ato-Aca-Pozzi di Bussi, un caso di rilevanza nazionale, è stato promosso e messo a capo di un altro ente strumentale regionale di rilevanza fondamentale per la gestione del sistema rifiuti”, conclude.