L’AQUILA – “Molti non si rendono conto che, mentre all’Aquila si discute su chi debba essere il nuovo manager, l’Agenzia sanitaria e Alfonso Mascitelli hanno determinato un disegno insopportabile per L’Aquila, avallato fino a oggi dalla Asl provinciale e dal manager Giancarlo Silveri”.
Lo afferma ai microfoni di AbruzzoWeb la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, intervenendo per la prima volta nel dibattito sul nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria locale numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, da cui si è tenuta lontana fin qui perché, obietta, “trovo questa discussione kafkiana”.
Commentando lo scenario di taglio dei reparti illustrato da AbruzzoWeb, che fa ipotizzare in futuro un solo ospedale “maggiore” detto di secondo livello a Chieti-Pescara, a svantaggio delle aree interne, la Pezzopane afferma che “anche un bambino si accorge che c’è una sperequazione gravissima. Queste le cose io le dico, e a Pescara mi faccio dei nemici, ma mettere un’operazione sanitaria nelle sole mani dell’Agenzia sanitaria è sbagliato”.
Nel merito del nuovo manager, la senatrice evidenzia che “ho imparato in politica che quasi sempre quando si dice ‘voglio un ingegnere o un medico’ (come stanno facendo esponenti politici, ndr), si ha già il nome. Io non me la sento di farlo”.
“C’è un organismo che è la Giunta regionale, saranno loro a decidere. Possiamo avere opinioni ma, se espresse scorrettamente, come in molti casi è avvenuto in questi giorni – sostiene – si può influenzare negativamente una scelta che, invece, deve essere improntata alla massima qualità della persona e alla massima capacità di questa persona di risollevare le sorti di una Asl che è in una situazione drammatica”.
Quanto alla questione dell’aquilanità del prescelto, ipotesi malvista dal sindaco, Massimo Cialente, che vuole anche un manager non medico, per la Pezzopane “il centrodestra vuole un candidato aquilano, ma se ne ricorda solo quando è il centrosinistra a decidere. Mario Mazzocco, nominato dal centrodestra, non era aquilano. Se c’è, ben venga, ma volerlo a tutti i costi è come se ci chiudessimo dentro un recinto”. Alberto Orsini






