CHIETI – Apparentamento con veleni ad Ortona, 23.425 abitanti, dopo l’accordo raggiunto ieri sera tra il candidato del centrodestra, Angelo Di Nardo e il civico Ilario Cocciola con pezzi di centrosinistra dentro, per scalzare, al ballottaggio del 26 giugno,  il sindaco uscente, Leo Castiglione, che ha preso al primo turno, 5.291 pari al 42,2%, battitore libero di area centrodestra, appoggiato da cinque liste civiche tra cui Forza Leo, emanazione di  Forza Italia.

A urlare allo scandalo l’Anpi e il segretario regionale di Italia viva, il deputato Camillo D’Alessandro, che invece ha appoggiato Castiglione

Ilario Cocciola, ex presidente del consiglio comunale, candidato civico e bipartisan anche lui, è al 35,13%, pari a 4.399 voti. Ad appoggiarlo sei formazioni civiche e l’Udc, uno schieramento moderato e progressista senza il Partito Democratico che non ha presentato liste in questa tornata elettorale.

Angelo Di Nardo, di Fratelli d’Italia, ha preso il 20,3%, pari a 2.553. Già aspirante primo cittadino nel 2017 e consigliere comunale di minoranza uscente, appoggiato da Fratelli d’Italia, Lega, Libertà e Bene Comune per Ortona, Ortona Sociale ed Ortona Futura. Infine c’è Francesco Terra di Ancora Italia che si è fermato al 2,24%, pari a 280 voti.

Come spiegato da Di Nardo in una nota: “Non potevamo tradire il mandato dei cittadini che ci hanno votato, assegnandomi il 9% dei consensi in più rispetto alle precedente elezioni, sulla base di un progetto di discontinuità e rinnovamento. Quella stessa discontinuità che, più in generale, la stragrande maggioranza degli elettori ortonesi ha invocato con forza al primo turno, attribuendo quasi il  60% delle preferenze ai candidati alternativi a Leo Castiglione. È dunque giusto e necessario che tale maggioranza trovi la sua compiuta espressione in Consiglio comunale”.

Ha detto Cocciola: “E’ un accordo per il futuro di Ortona tra forze che hanno trovato nei rispettivi programmi un forte terreno di intesa. Un accordo storico raggiunto per senso di responsabilità, che mette la città di Ortona al centro di tutto, al di là delle storie personali e delle personali visioni politiche”.

E ha aggiunto: “Siamo uniti contro un sistema che ha puntato solo a conservare il proprio potere”, ha spiegato Cocciola. “Abbiamo deciso di fare una scelta responsabile, non facile, ma necessaria per la nostra città. Abbiamo letto i nostri programmi, abbiamo visto che i punti di convergenza sono molti. Non potevamo fare una scelta diversa: quando si decide di amministrare la cosa pubblica il proprio interesse va in secondo piano”.

Non la pensa certo così D’Alessandro, in una durissima nota: “contrordine compagni, la sinistra ortonese , sostenuta da Tommaso Colletti, già presidente della provincia e parlamentare con Il centrosinistra, l’ex sindaco di Francavilla Antonio Luciani, il pupillo candidato con Giovanni Legnini alle regionali, Giorgio Marchegiano, si è alleata con Fratelli d’Italia a sostegno dell’ex presidente del consiglio comunale di centrosinistra Ilario Cocciola, Noi lo sapevamo, era tutto premeditato, per questo abbiamo sostenuto il polo civico. Il popolo di destra e sinistra è stato tradito, per sete di potere.

Cosa c’è sotto? Tornerà l’impianto di GPL al porto? Quanto può durare una amministrazione cosi È la fine della politica, noi ne eravamo perfettamente consapevoli, non ci siamo stati. La sinistra che si allea con Fratelli d’Italia nella Città medaglia d’oro. Complimenti agli ispiratori”.

Commenta l’Anpi: “Quanto deciso a livello locale, in vista del ballottaggio delle amministrative del prossimo 26 giugno, è – stando a quei valori e principî che sono alla base della nostra Associazione e della Costituzione Repubblicana – preoccupante e non può essere condiviso. Nessun apparentamento è giustificabile tra una coalizione che si è definita riformista e progressista con chi è contro l’estensione dei diritti civili (fine vita, ius soli, legge Zan, ius scholae), in economia è protezionista e corporativista, non riconosce il 25 Aprile 1945 come data fondante della Repubblica Italiana sancita dal Referendum del 2 Giugno 1946”.

“La vita amministrativa e politica di una comunità è fatta di confronto sui programmi che si presentano alle/ai cittadine/i, ma c’è un limite – che non può mai essere superato- ed è quello di non anteporre mai il proprio interesse personale ai valori in cui si è detto di credere da sempre nel corso della propria attività politica. L’Anpi vigilerà affinchè la futura Amministrazione comunale tenga sempre presente a mente che la Libertà di cui godiamo e la Democrazia nella quale viviamo non sono mere astrazioni né conquiste permanenti, ma richiedono impegno quotidiano, un

A San San Salvo il terzo arrivato, Giovanni Mariotti, lascerà invece libertà di voto, senza schierarsi per l’uno o l’altro dei contendenti.

La sfida è tra Emanuela De Nicolis, civica di centrodestra, pronta a raccogliere il testimone della sindaca uscente Tiziana Magnacca e che si è fermata al 47,90%, vale a dire 5.098 voti e a sfidarla è Fabio Travaglini, candidato del centrosinistra allargato, con il Pd primo partito, che ha totalizzato il 42,71% dei voti validi pari a 4.546 preferenze.

Al terzo posto Giovanni Mariotti, candidato civico di area centrosinistra, appoggiato da Democratici per San Salvo, Cambiamo San Salvo e Avanti San Salvo anche lui con 999 voti, vale a dire il 9,39%