L’AQUILA – “È un parere interlocutorio, continuo serenamente a svolgere il mio lavoro convinto che non ricorra il caso dell’inconferibilità, semplicemente perché era una manifestazione d’interesse della Provincia a cui ho partecipato con altri professionisti, sono quindi certo della legittimità della mia posizione e della bontà delle mie tesi”.

Così Alessandro Piccinini, presidente del Cda della Gran Sasso Acqua, sul parere di inconferibilità dell’Incarico al vertice della società pubblica del ciclo idrico integrato nel territorio aquilano, emesso dall’Autorittà nazionale Anticorruzione (Anac). L’avvocato Piccinini precisa “di non essere decaduto dall’incarico a seguito del parere pronunciato dall’Anac”.

L’Autorità ha motivato il provvedimento con il fatto che Piccinini, nominato il 16 luglio del 2020 alla guida della Gran Sasso Acqua, dopo aver abbandonato la politica e la poltrona di assessore comunale nelle fila della maggioranza di centrodestra, era anche commissario liquidatore di Euroservizi, società a totale capitale pubblico detenuto dalla Provincia dell’Aquila, ruolo ricoperto dal 31 luglio 2019 al 21 aprile 2021.

Il provvedimento Anac è stato notificato, oltre che a Piccinini, alla Provincia e alla stessa Gran Sasso: l’iter prevede che gli enti lo analizzino per poi imboccare una delle due strade, attuare quanto segnalato oppure archiviare, cioè ritenere che non sussistano le condizioni. A quel punto, Anac potrebbe impugnare le decisioni contrarie al TAR.

Stando alla nota, il presidente e la Gran Sasso non attueranno la disposizione.

“Ci saranno ora provvedimenti che dovranno essere adottati dai competenti organismi – continua Piccinini -, il parere dell’Anac non dispone in alcun modo la decadenza, al contrario, in precedenti casi analoghi, il parere dell’Autorità non ha trovato alcun fondamento. Stiano dunque sereni quanti pensano che possa farmi da parte, sono certo delle mie ragioni e andrò dritto per la mia strada – conclude il presidente della Gran Sasso.