KIEV – Continua l’avanzata dell’esercito della Russia di Vladimir Putin a Kiev, con altro sangue versato dei civili assediati.  almeno una persona sarebbe rimasta uccisa e altre tre sarebbero rimaste ferite  intorno alle 5 ora locale rottami di un missile abbattuto hanno colpito un palazzo nel distretto di Darnytskyi. Lo hanno riferito i servizi d’emergenza ucraini, come riporta la Bbc che parla di decine di persone evacuate dall’edificio.

Nel teatro della città ucraina di Mariupol, obiettivo dell’attacco russo di poche ore fa denunciato dalle autorità ucraine, si erano rifugiate più di 1.000 persone. Queste le notizie diffuse su Telegram dal sindaco, Vadim Boichenko, che denuncia “un’altra tragedia”. Secondo Human Rights Watch “centinaia di civili” avevano trovato riparo nel teatro, obiettivo – stando agli ucraini – di un attacco russo, mentre la Russia ha negato ogni responsabilità puntando il dito contro il battaglione Azov.

L’invasione russa dell’Ucraina “si è ampiamente bloccata su tutti i fronti” con “le forze russe che hanno fatto progressi minimi sul terreno, nel mare e nello spazio aereo negli ultimi giorni, continuando a registrare pesanti perdite”: così l’intelligence britannica nel suo ultimo aggiornamento sulla guerra in Ucraina. “La resistenza ucraina è ancora solida e ben coordinata”, prosegue la Defence Intelligence evidenziando che “la maggior parte del territorio ucraino, comprese tutte le grandi città, resta sotto il controllo ucraino”.

Petro Andryushchenko, consigliere del sindaco di Mariupol, ha detto a Hrw che al momento non è chiaro se vi siano vittime tra i civili. “Fin quando non ne sapremo di più non possiamo escludere la possibilità di un obiettivo militare ucraino nella zona del teatro, ma sappiamo che il teatro ospitava almeno 500 civili”, ha dichiarato Belkis Wille di Hrw, denunciando “serie preoccupazioni” rispetto a quale fosse l’obiettivo previsto “in una città in cui i civili sono già sotto assedio da giorni e le telecomunicazioni, la corrente, l’acqua e il riscaldamento sono quasi del tutto interrotti”.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden torna intanto ad attaccare Putin con accuse pesanti: “È un criminale di guerra”. Il Cremlino ha replicato con celerità: “Parole inaccettabili”. Per il presidente americano, il suo omologo russo “sta infliggendo devastazione e orrore, bombardando appartamenti e reparti di maternità. Queste sono atrocità, un oltraggio per il mondo”.

La Nato, intanto, conferma il sostegno militare attraverso le parole di Stoltenberg: “Continueremo a fornire armi. non tollereremo attacchi alla sovranità alleata”. Tra le armi promesse da Washington anche 9 mila sistemi missilistici anti-carro a spalla, 7 mila armi leggere, 20 milioni di munizioni e droni e razzi anti-carro Javelin.

I negoziati tra l’Ucraina e la Russia sono abbastanza difficili”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un’intervista con il canale televisivo americano Nbc. “I negoziati sono ancora in corso e sono abbastanza difficili”, ha sottolineato il presidente ucraino e ha osservato che “qualsiasi guerra potrebbe essere finita al tavolo dei negoziati”. Allo stesso tempo, non ha commentato le informazioni apparse in precedenza nei media sulle presunte condizioni di un possibile accordo tra le parti.

Ieri, poche ore prima dell’attacco, Human Rights Watch aveva parlato con più di una decina di abitanti di Mariupol fuggiti dalla città il giorno precedente e arrivati a Zaporizhzhia. Un medico ha riferito di essersi recato nel teatro prima di lasciare la città e ha confermato che c’erano tra i 500 e gli 800 civili. Un’altra persona, che ha raccontato di aver portato varie volte aiuti nel teatro, ha parlato della presenza di 500-700 civili. “Sferrare un attacco contro un obiettivo civile è severamente proibito, così come lo sono gli attacchi indiscriminati e gli attacchi con effetti sproporzionati contro i civili, possono essere crimini di guerra”, ha sottolineato l’organizzazione con l’appello alle parti che “devono permettere l’accesso umanitario”.