MILANO – “La quarta dose” dell’attuale vaccino anti-Covid “potrebbe avere una logica per gli immunodepressi, ma bisogna valutare da individuo a individuo”.
Lo spiega all’Adnkronos Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano, commentando l’ipotesi che dopo la quarta dose ai fragili, prevista dal primo marzo, un nuovo booster venga offerto a tutta la popolazione.
“Per quanto riguarda invece le altre persone, credo che una quarta dose sia impensabile alla luce delle ricerche scientifiche disponibili che dimostrano come, con dosi così ravvicinate di vaccinazione, in effetti non facciamo altro che immobilizzare il sistema immunitario. Dovremmo piuttosto pensare a un vaccino nuovo, che riconosca le varianti circolanti” di Sars-CoV-2, “e abbia durata un anno”.






