L’AQUILA – “Con il green pass siamo di fronte a un obbligo vaccinale surrettizio e un ricatto. Chi non si vaccina esercita un proprio diritto, ma viene discriminato anche in campo lavorativo. E mi domando se il green pass, così come concepito in Italia e solo in Italia, non vada a ledere gravemente due pilastri della Carta Costituzionale, cioè l’articolo 1 e l’articolo 3”.

A parlare è lo scrittore aquilano Enrico Macioci, alla vigilia della visita, all’Aquila, del premier, Mario Draghi, in occasione della inaugurazione del Parco della Memoria dedicato alle vittime del sisma del 6 aprile 2009.

“Sarebbe più opportuno, allora, che lo Stato ci mettesse la faccia e stabilisse una legge che obbliga noi cittadini a vaccinarci – è uno dei passaggi dell’intervento in video dello scrittore – Invece si è arrivati a toccare anche il mondo universitario con il green pass, per cui gli studenti che non intendono vaccinarsi devono spendere soldi per poter avere un green pass che gli permette di accedere negli atenei. Non dimentichiamo che le università sono da un millennio i luoghi per eccellenza del dibattito, del dialogo, della creatività, della libertà e anche dell’insurrezione non violenta ma neppure coercibile”.

“Questa situazione”, secondo Macioci, “è pericolosa per la tenuta democratica del nostro Paese e va ad intaccare in maniera abbastanza seria i principi che i nostri Padri Costituenti, dopo un periodo storico molto drammatico, hanno stabilito con così tanta attenzione e all’individuo e alla collettività”.