L’AQUILA – “Siamo nelle mani di tre personaggi – il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il premier, Mario Draghi e il ministro della Salute, Roberto Speranza – che rappresentano quanto di peggio si possa immaginare per il nostro Paese”.
Sono solo alcune delle bordate firmate da Ugo Mattei, uno dei più noti giuristi italiani, professore di Diritto internazionale e comparato all’Hastings College of the Law dell’Università della California a San Francisco, presso cui ricopre la cattedra di Alfred and Hanna Fromm professor of International and comparative law, e professore di diritto civile all’Università di Torino ed ex vice di Stefano Rodotà nella Commissione sui Beni comuni.
Bordate, quelle di Mattei, in tempi di Covid-19 aggiornati dal super green pass obbligatorio – per la cui abolizione il professore si è schierato, insieme ad altri colleghi ed esperti, mettendo a punto una raccolta firme per arrivare al referendum – per tutti i lavoratori pubblici e privati, da pochi giorni approvato dal Consiglio dei ministri, che scatterà dal prossimo 15 ottobre e che prevede, tra le altre cose, multe fino a 1.500 euro, sospensione dal lavoro dal primo giorno e sospensione dallo stipendio dal quinto giorno di ingresso senza certificazione verde. Misure che il docente considera “Un fine e non un mezzo, qualcosa, in Italia, orchestrata in gran parte da Confindustria, per capire quanti si allineano e sono disposti ad accettare qualsiasi cosa”.
“Draghi fa gli interessi di Wall Street, degli investitori internazionali, che poi è ciò che ha sempre fatto, Speranza è messo lì e sorretto da un partito debolissimo, il che non è affatto un caso, perché con un minimo di base politica avrebbe molte più difficoltà, invece sta in piedi perché, paradossalmente, lo tengono in piedi in pochi. Su Mattarella non mi esprimo. Dico solo che la crisi delle istituzioni di garanzia in questo Paese è spaventosa. E purtroppo non è una novità”, afferma ad AbruzzoWeb il giurista che nella sua Torino è candidato sindaco con la lista Futura beni comuni, non senza polemiche a causa, tra le altre cose, della sua adesione alle proteste contro il green pass anche nella sua università a Torino.
E che, sempre a Torino, si è scagliato, di nuovo, contro presidente della Repubblica, premier e ministro della Salute, senza limitarsi alle parole (Lui dà libertà, felicità, solidarietà – Loro no. Mattarella non ti fa votare, Draghi non ti fa passare, Speranza non ti fa curare), su un manifesto elettorale sul quale ha contrapposto un suo primo piano a quello dei tre, simbolicamente dietro le sbarre.
“Ormai – prosegue Mattei – il clima è sostanzialmente rovinato, ci sono soltanto strappi. L’operazione fortemente divisiva è riuscita. Il popolo ci è cascato con tutte le scarpe? Certo che sì, dopo venticinque anni di neoliberismo che ha lavorato enormemente sulla psiche collettiva, di tempo passato online, il pensiero critico è andato, siamo tutti disabituati al pensiero critico”, continua.
“Stessa situazione a scuola e all’università? Sì. Da anni mi lamento di questo. Gli esempi di colleghi universitari che elaborano una teoria critica sono rarissimi. La stragrande maggioranza è fatta di bravissimi tecnici del Diritto che interpretano secondo certi dettami. E si allineano al potere, motivo per cui trovano tutte le possibili giustificazioni, penso al green pass, per un esercizio palesemente incostituzionale della potestà normativa. Questo è ciò che sta succedendo”, afferma ancora Mattei.
“Perché i medici dovrebbero ascoltare altre ‘ragioni’, visto che per loro l’emergenza sanitaria si affronta e si risolve con i vaccini? Io dico – continua – che dal punto di vista medico stanno commettendo un’infamia, perché costringono le persone a terapie e trattamenti sanitari che sappiamo benissimo essere sperimentali e per i quali ci sono molti dubbi sugli eventuali impatti negativi nel lungo periodo. Tentare un vaccino e non puntare sulle cure, poi, fa riflettere. E dunque, quando si commette una brutta cosa, si diventa arroganti. Non si argomenta con pacatezza, perché è un’operazione palesemente violenta che può essere difesa solo con mezzi violenti. E con argomenti pelosi. Questo accade se si osa criticare chi comanda”.
Secondo il professore, “Il principio di precauzione è importante. Per questo sconsiglierei ai più giovani di vaccinarsi. L’effetto a lungo latente di questi vaccini non lo conosciamo, per cui vaccini un adolescente che tra qualche anno potrebbe ritrovarsi con un tumore. E non sarebbe la prima volta nella storia, tra l’altro, che ci si ritrova con dei danni imprevisti. La verità è che lo Stato non esiste più, è diventato un comitato d’affari nelle tasche dei poteri globali privati”.
Sul green pass come possibile argomento di distrazione, Mattei non ha dubbi: il green pass “è un fine e non un mezzo. Ed è qualcosa, in Italia, orchestrata in gran parte da Confindustria, per capire quanti si allineano e sono disposti ad accettare qualsiasi cosa. Ma, ripeto, il green pass è un fine e non un mezzo. L’idea è ‘taggarci’ tutti, dunque è uno strumento che rientra nel capitalismo della sorveglianza”.
“L’autunno caldo alla fine non c’è mai. Magari ci fosse. Almeno ci sarebbe una reazione. Ma il dramma è che questi vanno avanti piano piano, ci rovinano a piccole dosi”, conclude. (red.)





