ROMA – Tutti i partiti della maggioranza, compresa la Lega, hanno ritirato gli emendamenti al dl green pass all’esame dell’Aula della Camera. Lo rendono noto fonti parlamentari spiegando che a questo punto il governo non porrà la fiducia.
“Se ci sono emendamenti che noi condividiamo da chiunque arrivino noi li sosteniamo”.
Così il leader della Lega Matteo Salvini, parlando del dl Green Pass, risponde ai cronisti che gli chiedono se la Lega, che ha ritirato gli emendamenti in Aula, sia pronta a votare le proposte di modifica presentate da FdI. “Sulla base di quante nostre proposte saranno accolte valuteremo di conseguenza, ma non è mai stata in discussione la nostra fiducia al governo e a Draghi. Se ci bocciano le nostre proposte voteremo contro. Il Parlamento è fatto per parlare e per discutere. Borghi? La Lega decide unitariamente”, conclude.
Intanto il commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo in visita all’hub vaccinale della Asl di Rieti presso lo stabilimento Amazon di Passo Corese ha confermato che servirà “una terza dose di vaccino a immunocompromessi, anziani, sanitari. Si partirà con la terza dose a settembre per gli immunocompromessi, una platea di tre milioni di persone, poi a seguire si andrà sugli anziani e sui sanitari e poi vedremo”.
A pesare anche le indicazioni che arrivano dal mondo medico: “Oltre il 90% di chi è oggi in terapia intensiva negli ospedali italiani è non vaccinato, sono per la maggior parte persone con un’età medio-alta ma si vede anche qualche giovane”, a dirlo all’Adnkronos Salute è Flavia Petrini, presidente della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti).
“Entrare in rianimazione Covid vuol dire avere una prognosi a rischio decesso o invalidità grave – avverte la presidente -. Sopravvivere con una tracheotomia o con danni funzionali respiratori è molto dura. Quindi non capisco davvero come, a fronte di effetti avversi rarissimi delle vaccinazioni, ancora ci siano persone che non vogliono vaccinarsi e rischiare anche di morire”. “Si parla spesso di terapia intensiva – prosegue Petrini – ma anche chi è in semi-intensiva ha una sintomatologia medio-grave con strascichi come una fibrosi polmonare, e se questi pazienti hanno un’età avanzata rischiano una compromissione di vari organi e apparati. Per questo è ancora più importante che le persone ancora non immunizzate si convincano e facciano il vaccino”.
Il decreto sul Green pass potrebbe dunque incassare l’ok del Parlamento senza la necessità di apporre la fiducia del Governo, che intanto si prepara a un nuovo provvedimento per estenderlo da ottobre ai dipendenti statali, alle categorie impegnate in quei settori dove il certificato è già obbligatorio e – forse – anche ai lavoratori delle imprese.
Su quest’ultimo aspetto il premier Mario Draghi ha visto a Palazzo Chigi il segretario della Cgil, Maurizio Landini, mentre tutti i sindacati hanno incontrato oggi Confindustria. Prima ancora, già nei prossimi giorni, partiranno le somministrazioni della terza dose del vaccino anti-Covid ai pazienti fragili, come gli oncologici o i trapiantati, in seguito ad anziani e residenti delle Rsa.
Proseguono anche i sit-in contro il lasciapassare. A un mese dall’introduzione del meccanismo del certificato verde, l’associazione di “Tutela Nazionale Imprese” ha segnalato che il 37% dei ristoranti ha registrato perdite, con cali di fatturato medi del 30% e punte fino al -60% oltre a “problemi coi clienti per il certificato per 4 ristoratori su 10”.
Ma prima dell’allargamento del Green pass, già con il report di venerdì prossimo potrebbe essere annunciata una nuova stretta in Sardegna e Calabria, che rischiano di abbandonare la zona bianca per le alte percentuali sull’occupazione dei posti letto per Covid. La Sardegna ha raggiunto il limite del 15% per i reparti ordinari e – con il 14% in rianimazione – ha superato quello per le intensive (la soglia in questo caso è il 10%) mentre la Calabria registra rispettivamente il 19 e l’8%. Nelle ultime 24 ore, secondo il bollettino, si sono registrati 3.361 nuovi contagi e 52 morti, la risalita di mezzo punto del tasso di positività (ora al 2,5%) con un lieve aumento dei ricoveri (in tutto sono 570 in terapia intensiva e 4.302 nei reparti).
L’unico modo per scongiurare un ritorno di tutto il Paese alla zona gialla ad ottobre, per il Governo sembra essere l’aumento delle vaccinazioni oltre il target – che sembra ormai alla portata – dell’80% della platea vaccinabile immunizzata. Su questo aspetto prosegue la moral suasion dell’Esecutivo, pronto a dare ancora impulso alla campagna vaccinale anche ad ottobre, affinché anche i più timorosi scelgano la strada dell’immunizzazione.
In una nota dirigenti, ministri e governatori di Forza Italia hanno annunciato l’intenzione di voler “raggiungere l’immunità di gregge entro la prima settimana di ottobre: è dunque necessario potenziare lo strumento del green pass estendendolo verso tutto il mondo del lavoro pubblico e privato e i fruitori dei servizi. L’obiettivo della campagna – spiegano – è anche distinguere i no vax dagli incerti”.
Alla Camera è intanto cominciato l’esame del decreto legge sull’emergenza Covid che contiene le disposizioni sul certificato verde e si ragiona ancora, tra i gruppi parlamentari di maggioranza, sulla possibilità di evitare che nelle prossime ore il Governo ponga la fiducia sul testo. Il decreto che sarà convertito in legge dovrebbe anche sancire la possibilità di somministrare i vaccini antinfluenzali in farmacia a tutti gli over 18 e l’equiparazione dei test salivari ai tamponi, estendendo fino al 30 novembre la misura sul prezzo calmierato per questi ultimi.
Nuovi provvedimenti matureranno dopo la cabina di regia del Governo prevista giovedì, in cui si deciderà per l’estensione del passaporto verde: non si esclude al momento che possa riguardare anche i passeggeri del trasporto pubblico locale.






