L’AQUILA – “Non compete a noi. A noi compete applicare le leggi dello Stato, ma penso che il Governo debba fare una riflessione”.
Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a margine di una conferenza stampa a Pescara, rispondendo ai cronisti in merito all’apertura del premier Mario Draghi sull’obbligo vaccinale.
“Se avessero accolto in Parlamento la richiesta di Fratelli d’Italia con cui si chiedeva di prevedere esplicitamente un indennizzo per danni collaterali gravi, quando si verificano, sebbene rari, questo avrebbe tranquillizzato la popolazione e aiutato fortemente una campagna vaccinale che trova una sacca di indecisi i quali, forse, con uno strumento del genere, sarebbero più sereni”.
Intanto le Regioni e Province autonome che questa settimana risultano classificate a rischio moderato sono 17 (contro le 10 di settimana scorsa), secondo i dati della bozza del Monitoraggio all’esame della Cabina di regia nazionale dell’emergenza pandemica.
L’Abruzzo resta a rischio moderato, le altre 16 regioni sono Sicilia, Veneto, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, oltre alle province autonome di Bolzano e Trento.
Le restanti 4 Regioni (Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta) risultano classificate a rischio basso.
Nel periodo 11-24 agosto 2021, l’indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,92-1,01), prossimo alla soglia epidemica ed in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente quando aveva raggiunto il valore di 1,01. Si osserva una lieve diminuzione anche dell’Rt basato sui casi con ricovero ospedaliero.
La Sicilia, in zona gialla da lunedì 30 agosto, ancora con i parametri oltre la soglia stabilita: 22,5% in area medica (contro la soglia del 15%) e 13,9% in terapia intensiva (contro la soglia del 10%).
Scende l’incidenza di casi per 100mila abitanti: 190,4 contro 200,7. Sardegna al limite del 15% per l’area medica e intensive sopra il limite con il 13,2%, valori in salita ma incidenza in discesa (117,4 contro 148,5). In Calabria il 16,8% dei posti letto nei reparti ordinari è occupato, mentre le terapie intensive sono sotto soglia (8,9%).
La circolazione della variante Delta è prevalente in Italia e in Europa ed è associata a un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri Paesi con alta copertura vaccinale.
Una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresentano, si sottolinea, gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze di episodi di aumentata circolazione del virus sostenuta da varianti emergenti con maggiore trasmissibilità. Si conferma, inoltre, la necessità di realizzare un capillare tracciamento e contenimento dei casi, mantenere elevata l’attenzione e applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale.
“SI’ A TERZA DOSE E OBBLIGO VACCINALE”: DRAGHI, “VERSO ESTENSIONE DEL GREEN PASS”
Per il vaccino contro il Covid scatterà l’obbligo, quando verrà dichiarato da Ema e Aifa non più farmaco emergenziale ma ordinario, e si va anche verso l’introduzione della terza dose.
Con due secchi “sì”, il premier Mario Draghi ha risposto sul tema, delineando questo scenario e anticipando poi l’estensione del Green pass, alla luce di una campagna vaccinale che è al 69% e, da programma, punta a coprire l’80% della popolazione entro la fine di settembre. O addirittura l’85%, come si sono sbilanciati i ministri al suo fianco a Palazzo Chigi, alla vigilia del monitoraggio che dovrebbe confermare l’Italia tutta in zona bianca ad eccezione della Sicilia, gialla.
Senza mezzi termini è stata anche la condanna del presidente del Consiglio della “violenza particolarmente odiosa e vigliacca” dei no vax contro “chi fa informazione e chi è in prima linea a combattere la pandemia”.
Parole accompagnate dall’ormai consueto invito a farsi iniettare il vaccino contro un virus che ha causato la morte di altre 62 persone nelle ultime 24 ore in Italia, con 6.761 contagiati. A fine settembre si partirà con la terza dose per i soggetti fragili, ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza.
Per ora la quota di chi ha ricevuto la prima dose è poco sopra il 60% in alcune aree come Bolzano (record negativo al 61%), la Sicilia (63%) e nella fascia 30-39 anni non si raggiunge il 70%, tuttavia Draghi e la sua squadra puntano su due dati positivi: il 91,5% del personale scolastico immunizzato e la forte adesione alla campagna dei giovani sotto 30 anni. Questo, ha detto il premier, “ci permette di affrontare con una certa tranquillità e minore incertezza dell’anno scorso l’apertura delle scuole. La scuola in presenza è sempre stata una priorità”.
“E si potrà tornare a sorridere”, ha aggiunto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, confermando che nelle classi in cui tutti sono vaccinati si potrà evitare la mascherina.
Una scelta che, però, secondo la leader di FdI Giorgia Meloni “è priva di giustificazione scientifica, visto che i vaccinati possono contagiare ed essere contagiati”.
Per ora docenti e personale scolastico, così come i viaggiatori delle tratte a lungo raggio, sono vincolati al Green pass, che vale 12 mesi e si potrà ottenere anche con test salivari, grazie a un emendamento approvato dalla Commissione affari sociali della Camera. In futuro riguarderà anche altri settori.
“L’applicazione del green pass mi pare stia andando bene. Sui trasporti ci saranno sempre dei casi di foto di mezzi pieni, ma in generale la preparazione è stata ben fatta”, ha notato Draghi, chiarendo che con Speranza “da tempo” sta “discutendo” e “l’orientamento” è quello di “estendere” l’uso del certificato vaccinale: “Per decidere quali settori dovranno averlo prima eventualmente faremo una cabina di regia come è stato chiesto dal senatore Salvini ma la direzione è quella”.
Si potrebbe cominciare dagli esercenti di ristoranti, bar e mense, e il tema è caldo per i dipendenti della Pubblica amministrazione. Mentre fragili, malati cronici e anziani potrebbero essere fra le prime categorie interessate dall’obbligo (quando sarà possibile applicarlo in modo esteso), che per ora è fissato per legge solo per gli operatori sanitari.
Intanto Draghi ha precisato che la vaccinazione per il Covid è prevista anche per “tutti i migranti”. In Italia sono arrivate finora oltre 88 milioni di dosi, e le Regioni ne hanno ora a disposizione 10 milioni. Intanto laddove si vaccina meno cresce la percentuale di posti letto di terapia intensiva occupati da pazienti Covid.
IL BOLLETTINO DI OGGI IN ABRUZZO
Sono 87, di età compresa tra 2 e 83 anni, i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, su 2.660 tamponi molecolari e 4.342 test antigenici, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 79404. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1.24 per cento.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 1 nuovo caso e sale a 2532; si tratta di un 96enne della provincia di Pescara, il cui decesso è avvenuto nei giorni scorsi, ma è stato comunicato solo oggi dalla Asl.
Del totale dei casi positivi, 23 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 25 in provincia di Chieti, 7 in provincia di Pescara e 34 n provincia di Teramo; diminuiscono di due unità i casi provenienti da fuori regione, mentre restano invariati quelli i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 74663 dimessi/guariti (+141 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 2.209 (-55 rispetto a ieri); nel totale sono ricompresi anche 405 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.
87 pazienti (+1 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 5 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2117 (-56 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.







