L’AQUILA – “Nel giro di qualche ora i medici del pronto soccorso e degli ambulatori interessati si sono spesi con forza e hanno trovato il modo di completare gli accertamenti necessari sulla persona di mia madre, e complice un quadro clinico in miglioramento hanno potuto rimandarla a casa già nel pomeriggio di ieri, senza doverla trattenere ulteriormente in ospedale”.
Si è risolta nel migliore dei modi la vicenda segnalata ad AbruzzoWeb dal figlio di una donna in attesa di ricovero all’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
“Nella mattinata e nel pomeriggio di ieri il personale di pronto soccorso presente si è molto adoperato per risolvere la situazione incresciosa che ormai durava da più di un giorno”, spiega Gino Centi.
“Nel prosieguo della permanenza – racconta – non le è stato fatto mancare più nulla a livello di pasti e assistenza, e parlando con mia madre ho avuto da lei una testimonianza di umanità nei suoi confronti. A quei medici, infermieri e personale sanitario che ha fatto stare meglio mia madre non può che andare il mio ringraziamento”.
“Ci tengo molto a chiarire questi aspetti in seguito a quanto è successo e al sentimento di rabbia e sconforto che mi ha spinto a rappresentare pubblicamente attraverso la stampa l’episodio. Questa situazione di emergenza Covid, che ormai dura da un anno e costringe a stare lontani dai propri cari in momenti come questi, mette in difficoltà tutti. La sanità in primis, costretta a fare i conti con regole che ne limitano la funzione di tutela della salute di tutti, a noi familiari che in momenti di emergenza in assenza di un contatto diretto proviamo a fare in modo, da fuori, che al nostro caro malato non manchi nulla e siano assicurate tutte le cure necessarie. Speriamo che la carenza di posti letto si risolva, sempre con l’auspicio di non averne bisogno”, conclude.







