L’AQUILA – In Italia i contagi continuano a salire: l’ultimo bilancio, relativo a ieri 18 novembre, è di 34.283 nuovi casi.
Cala il rapporto tra positivi e tamponi in Italia (14,6%) ma ci sono stati altri 753 morti e i pazienti Covid occupano ancora il 42% delle terapie intensive. Lombardia e Piemonte chiedono di passare a zona arancione. Supera intanto quota 56 milioni il numero di contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia.
Previsto per oggi il vertice tra Governo e regioni sulla gestione del Natale e sui parametri previsti per le zone di rischio. Supera intanto quota 56 milioni il numero di contagi registrati nel mondo dall’inizio della pandemia
Resta ancora drammaticamente alto il numero di contagi in Abruzzo, da oggi regione rossa, con il massimo delle restrizioni alla mobilità e alle attività sociali ed economiche: sono 641 i nuovi casi, su 4.600 tamponi effettuati. Nel bollettino di ieri i nuovi contagi sono stati 729, con 4.953 tamponi.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 9 nuovi casi e sale a 712, di età compresa tra 70 e 90 anni: 6 in provincia dell’Aquila, 1 in provincia di Pescara e 2 in provincia di Chieti. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 6.091 dimessi/guariti, 250 in più rispetto a ieri.
Altro boom di contagi in provincia dell’Aquila, con altri 260 nuovi casi, e 6.714 contagiati attuali, tra ricoverati, a domicilio, asintomatici) a seguire la provincia di Pescara, con più 124 (4.324), la provincia di Teramo, più 123 (5.634) e la provincia di Chieti, più 104 (4.092). Altri 207 casi sono da fuori regione (-1) e 222 (+31) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Tra le località abruzzesi con più nuovi casi ci sono L’Aquila, con 81, Teramo (47), Pescara (35), Avezzano (31) e Montesilvano (28).
Sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva 621 pazienti (+31 rispetto a ieri) 65 (-1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 13.704 (+352 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 93, di cui 17 in provincia dell’Aquila, 11 in provincia di Pescara, 22 in provincia di Chieti, 43 in provincia di Teramo.
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 14.390 (+382 rispetto a ieri).
I posti letto di terapia intensiva al momento, nelle 4 Asl, sono 151: ai 94 esistenti già prima dell’emergenza, se ne sono aggiunti 57 previsti dal piano di riordino della rete ospedaliera Covid-19, cinque dei quali attivati negli ultimi giorni. Rispetto ai 66 programmati dal piano, ne mancano all’appello nove, in corso di attivazione. Al momento sui 151 posti disponibili – senza considerare i 29 dell’Ematologia di Pescara e delle cliniche private convenzionate, pure a disposizione in caso di assoluta emergenza – ne sono occupati 65, ovvero il 43%, a fronte di una soglia di allarme pari al 30%.
VERI’, “NELLE CARCERI ABRUZZESI NESSUN CONTAGIO TRA DETENUTI”
Tra i detenuti degli istituti penitenziari abruzzesi – secondo gli ultimi dati disponibili – non si registra, ad oggi, alcun caso positivo al Covid 19. Lo sottolinea l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, che evidenzia come le misure messe in atto dalla Regione su disposizione del Referente regionale per le maxi emergenze sanitarie, Alberto Albani, si siano dimostrate efficaci per limitare la diffusione del contagio in ambito carcerario.
“Fin dallo scorso mese di febbraio – commenta l’assessore – sono state imposte prescrizioni molto rigide sia per i nuovi ingressi in istituto, sia per coloro che venivano trasferiti in Abruzzo da altre regioni: già in quella prima fase era previsto un periodo di quarantena di 14 giorni e un successivo tampone negativo per poter essere ammessi nella comunità carceraria. Misure mantenute anche oggi, nonostante la possibilità, introdotta dalla normativa nazionale, di ridurre la quarantena a 10 giorni”.
Alle misure per i detenuti si affiancano azioni di prevenzione rivolte agli agenti di polizia penitenziaria, che in Abruzzo – grazie a specifici protocolli siglati tra Regione, Asl e Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria – vengono sottoposti a tampone ogni 30 giorni. “Anche questo monitoraggio costante del personale – conclude l’assessore – ci ha consentito finora di mantenere sotto controllo la situazione nelle nostre carceri, che rappresentano una delle situazioni più delicate sotto il profilo della diffusione dei contagi proprio per le particolari dinamiche che caratterizzano gli istituti di pena”.
COVID L’AQUILA: 10 NUOVI POSTI LETTO AL DELTA 7 E, ALTRI 4 PER LA TERAPIA INTENSIVA AL G8
Dieci nuovi posti letto, da oggi, al Delta 7 e, nei prossimi giorni, ulteriori 4 per la terapia intensiva del G8.
Sono le ultime iniziative, introdotte all’ospedale di L’Aquila dalla direzione Asl, nella lotta contro la pandemia Covid.
Al Delta 7 del San Salvatore gli ulteriori 10 posti letto per la medicina- due covid sono già disponibili e sono utilizzati per alleggerire i reparti covid per acuti e rispondere quindi alla pressante richiesta di ricoveri.
Nei prossimi giorni verrà attuata una seconda operazione che consentirà di portare a 16 gli attuali 12 posti letti di terapia intensiva del G 8.
Per potenziare la terapia intensiva si procederà allo spostamento del reparto di pneumologia dal G 8 all’edificio L 2, al primo piano dell’ospedale. Il trasferimento della pneumologia, la riorganizzazione logistica e strumentale e l’addestramento del personale, necessari per aumentare i posti letto del G 8, avverranno in pochi giorni, secondo una serrata tempistica imposta dall’esigenza di rispondere colpo su colpo agli ‘attacchi’ che il covid sferra giorno, rendendo necessario reperire sempre più posti letto.
A breve, inoltre, verrà completato il primo lotto dei lavori di ampliamento del pronto soccorso dell’ospedale che consentirà di disporre di ulteriori stanze e di elevare i livelli di prima assistenza degli utenti.
L’AQUILA: POSITIVI TRA DOCENTI E ALUNNI, CLASSI IN QUARANTENA, “CHIUDERE SCUOLA DEL TORRIONE, NON E’ PIU’ UN POSTO SICURO”
“Secondo la Asl non ci sarebbero i presupposti per chiudere la scuola, nonostante i tanti casi positivi. Ci chiediamo come sia possibile e con quale criterio si decida di chiudere una scuola sì e l’altra no”.
A denunciare la situazione ad AbruzzoWeb un gruppo di genitori degli alunni che frequentano la scuola primaria e dell’infanzia del Torrione, all’Aquila, da un paio di settimane in apprensione a causa dei contagi tra bambini, docenti e personale scolastico, con diverse classi in quarantena. Immediata sospensione delle attività, interventi urgenti di sanificazione dell’istituto e il puntuale tracciamento dei contatti, tra le richieste espresse dai genitori a dirigente scolastico e Asl.
“Ad oggi non abbiamo ancora il quadro completo della situazione, ma sappiamo che sono risultati positivi almeno 4 bambini, in due classi, 3 docenti e una bidella. E poi sappiamo che in quarantena ci sono 5 classi su 8 alla primaria e una su due all’Infanzia. Abbiamo da poco scoperto che anche la mamma di un bambino positivo è stata contagiata, perché ci mette poco il virus ad arrivare a casa, con tutto quello che potrebbe comportare una situazione del genere. Tra l’altro non tutti rientrano con i tamponi, molti fanno i 14 giorni a casa e rientrano. Se non si effettua subito uno screening rapido, definire quanti positivi ci sono lo vediamo un po’ difficile. Ma con quali parametri si decide di chiudere le strutture? In diverse scuole le lezioni sono state già interrotte, all’ex Onpi hanno sospeso tutto per un unico dipendente positivo e qui, con tutti questi casi, cosa si aspetta?”.
Ma c’è di più: “Ci sono stati anche problemi di comunicazione e una classe ha praticamente fatto la quarantena a scuola. Non è più un posto sicuro. Va imposto l’isolamento a tutti insieme ad una sanificazione straordinaria e il tampone rapido di rientro. Non si può tenere aperta una scuola con tutti questi casi”.
LANCIANO: MORTA ALTRA NONNA DELL’ANTONIANO, PROCURA APRE FASCICOLO
“Il dottor Evandro Tascione mi ha comunicato poco fa il decesso di una nonna di 93 anni, ospite dell’Istituto con gravi problemi di salute che non ha presentato febbre o altri sintomi tipici del covid, ma che era risultata positiva al tampone. Alla famiglia giungano le mie più sentite condoglianze”. A comunicarlo il sindaco di Lanciano Mario Pupillo.
Salgono così a 9 i decessi tra gli ospiti della Rsa Antoniano dove è esploso un focolaio Covid con circa 100 contagiati tra anziani e personale sanitario. La Procura di Lanciano ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti per verificare eventuali responsabilità.
La pandemia è esplosa a inizio novembre dopo l’arrivo dell’esito dei tamponi effettuati il 30 e 31 ottobre. La struttura era già sofferente del numero di personale socio sanitario e infermieri. In totale sono rimasti infetti 26 operatori e nella Rsa è tuttora emergenza, sia pure con situazione stabile, non trovandosi infermieri, nonostante i vari appelli lanciati dal direttore sanitario, Evandro Tascione. La Procura vaglierà anche il comportamento delle autorità amministrative e sanitarie competenti. Nella prima fase primaverile del coronavirus il procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, aveva già aperto indagini, ancora in corso, sui 10 decessi di ospiti avvenuti al centro anziani “Santa Maria” di Atessa e sulla gestione pandemica all’ospedale “Renzetti” di Lanciano dove ci sono stati 10 pazienti morti, 35 positivi tra medici, infermieri e degenti e 4 reparti chiusi e sanificati. Sulla gestione sanitaria dell’ospedale c’erano stati anche due esposti.
FOCOLAIO IN CASA DI RIPOSO A FRISA, 20 POSITIVI, 5 IN CENTRO ANZIANI VILLA SANTA MARIA
Focolaio di coronavirus nella casa di riposo per anziani “La Sorgente” a Frisa, comune confinante con Lanciano. Per ora i contagiati sono 20, in maggioranza tra gli ospiti. Il sindaco di Frisa, Nicola Labbrozzi, ha immediatamente attivato il Centro operativo comunale. La Asl è subito intervenuta. Per sanare l’emergenza la direzione della casa di riposo ha lanciato un appello per reperire diverse unità di personale. Cinque persone risultano contagiate a Villa Santa Maria nel centro residenziale comunale anziani “Madonna in Basilica”, che conta 25 ospiti ed è gestito da una cooperativa. Il sindaco, Pino Finamore, ha predisposto nel pomeriggio l’immediata sanificazione della struttura che ingloba anche il poliambulatorio e la sede del 118. I contagiati sono stati ricoverati negli ospedali di Chieti, Vasto e Casoli.
“TAMPONE A 20 GIORNI DA SINTOMI, MA ERO GIA’ NEGATIVO”, L’ODISSEA DI UN PESCARESE
Il suo coinquilino risulta positivo al Covid-19 e lui, accusati i primi sintomi – lievi ma specifici, tra cui alterazione del gusto e dell’olfatto – fa richiesta per il tampone, che però viene eseguito solo venti giorni dopo, dando esito negativo. A raccontare all’Ansa la sua odissea con il coronavirus è un giovane di Pescara. In Abruzzo in tanti lamentano i tempi di attesa troppo lunghi per l’esecuzione dei test. In molti casi anche oltre 20 giorni.
“Sapendo che il mio coinquilino era positivo, subito dopo i primi sintomi, il 23 ottobre – racconta il giovane – ho contattato il mio medico. Solo il primo novembre mi è stata comunicata la data del test: 11 novembre. Sono sempre rimasto a casa, non sono andato a lavoro e, per il primo periodo, temo di averlo fatto a mie spese, perché da come ho capito la quarantena, e quindi la malattia, scatta una volta fissato l’appuntamento per il tampone. Dai primi sintomi al giorno del test sono trascorsi 20 giorni”.
“I sintomi sono passati in fretta – prosegue – Lunedì ho avuto il risultato: negativo. Anche se si è trattato di Covid-19, quando ho fatto il tampone ero già guarito. Io, per responsabilità, sono rimasto in casa e non ho avuto contatti con nessuno. Mi chiedo, però, con questi tempi e con questa gestione come si possa fermare l’onda di contagi. Alla fine il mio caso non rientrerà in nessuna statistica. È assurdo dover attendere così tanto”, conclude.
RECORD DI RICOVERI NEL TERAMANO: 213 PAZIENTI DI CUI 18 IN RIANIMAZIONE
Record di ricoveri, ieri, negli ospedali del Teramano, dove in totale si trovano 213 pazienti, fra cui 18 in Rianimazione. Due i decessi avvenuti tra ieri e martedì: si tratta di Giuseppe Merlini, 82 anni di Tossicia e Bruna Cosetto, 87 anni di Trieste.
Come si legge sul quotidiano Il Centro, i nuovi casi positivi in isolamento domiciliate sono inoltre 123, di cui 43 sotto i 19 anni. Martedì sono intanto iniziati i lavori al primo piano terzo lotto del Mazzini, struttura diventata completamente covid che dovrà essere riconvertita entro i prossimi 96 giorni.
Scuole chiuse in Val Vibrata, con il sindaco di Martinsicuro che ha sospeso le lezioni in presenza in via precauzionale di una classe delle elementari di piazza Cavour per un caso di positività e quello di Civitella ha fatto lo stesso con una sezione dell’asilo di Villa Lempa.
Nella giornata di oggi, ad Atri, partirà invece il quinto “drive-in” per lo screening dei tamponi molecolari.
La positività di un ospite della casa di riposo “Carlo Campanini” preoccupa intanto Sant’Omero: l’anziano era tornato qualche giorno fa da un ricovero ospedaliero, secondo quanto si è saputo, e in seguito avrebbe manifestato i sintomi Covid. Essendo in isolamento, pare non abbia avuto contatti con gli altri, ma due ospiti hanno manifestato episodi febbrili, per cui si è deciso di porre la struttura nella necessità di eseguire i tamponi.
MONTORIO, CURVA CONTAGI INIZIA A SCENDERE: ALTITONANTE, “TRACCIAMENTO UNICA ARMA CONTRO IL VIRUS”
Montorio, con 333 positivi, è il comune teramano con il numero più alto di contagi, dopo Teramo, da Covid-19. Ma negli ultimi giorni la curva ha iniziato a scendere, merito secondo il sindaco Fabio Altitonante di un importante attività di tracciamento che ha evitato che il possibile focolaio legato al contagio di 8 dipendenti dell’Uccp, tra cui quattro medici di medicina generale, scoppiasse come una bomba.
“Era la sera del 12 ottobre, quando abbiamo avuto notizia della possibile nascita di un focolaio all’interno dell’Uccp con 8 dipendenti contagiati, tra cui 4 medici di medicina generale – racconta il primo cittadino – nello svolgere il proprio lavoro, erano entrati in contatto con le persone più fragili e a Montorio si rischiava un’esplosione del virus”.
A quel punto, in sinergia con la Asl, è stato avviata un’attività di tracciamento che ha portato a rintracciare tutti i cittadini con cui i medici avevano avuto un contatto nei 2 giorni precedenti.
“Il primo passo fondamentale è stato avvisare tempestivamente tutti i possibili contatti stretti, disponendo da subito l’isolamento fiduciario – continua il primo cittadino – E in 48 ore, grazie all’Asl, abbiamo organizzato il primo tamponamento a tappeto, con modalità drive-through a Montorio, tamponando subito circa 230 persone. Abbiamo anche attivato 2 numeri di telefono per dare ai cittadini informazioni e assistenza, con la consegna della spesa e di altri beni di prima necessità per chi è in isolamento. Grazie all’aiuto prezioso delle associazioni, abbiamo effettuato finora più di 200 consegne a domicilio”.
Nell’arco di un mese, come precisa il sindaco, a Montorio sono stati sottoposti a tampone, solo nei drive-trough, circa 1800 persone, a cui se ne aggiungono almeno altre 800 che hanno fatto il tampone direttamente all’Asl o in altre strutture, per un totale di oltre 2300 persone sottoposte a tampone, pari a circa il 30% della popolazione residente. Da lunedì, inoltre, a Montorio è operativo anche il drive-through stabile nell’area del Poliambulatorio, dove si effettuano i tamponi almeno 2/3 volte a settimana e dove i cittadini di Montorio e degli altri comuni dell’area del Vomano prenotando attraverso il medico di base, potranno fare il tampone velocemente e in sicurezza.
“In un mese siamo riusciti a bloccare la crescita della curva dei contagi e, dopo l’appiattimento notato intorno al 10 novembre, ora la curva sta scendendo in modo visibile. Dobbiamo continuare su questa ottima strada”.






