VASTO – ll Comune di Vasto (Chieti)  rischia di dover pagare un risarcimento di circa 300mila euro per aver utilizzato un immobile confiscato alla criminalità organizzata e successivamente restituito ai precedenti proprietari.

A renderlo noto è il sindaco Francesco Menna, che ricostruisce la vicenda e annuncia che l’amministrazione si difenderà nelle sedi opportune. L’immobile era stato confiscato nell’ambito di un procedimento per reati legati allo spaccio di stupefacenti, con provvedimento confermato in tre gradi di giudizio, e successivamente assegnato al Comune dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle mafie.

L’obiettivo dell’amministrazione era destinarlo ad attività sociali, in particolare alla realizzazione di una struttura di accoglienza per minori.  La gestione del bene era stata affidata a un’associazione attraverso un regolare bando pubblico.     Quasi dieci anni dopo, tuttavia, una sentenza della Corte d’Appello ha revocato la confisca, per ragioni che, secondo quanto riferito dal sindaco, erano estranee all’operato del Comune.     Dopo aver ottenuto la restituzione dell’immobile, gli ex proprietari hanno chiesto all’ente un risarcimento di circa 300mila euro per presunti danni di varia natura.

“Ci troviamo a doverci difendere per aver dato attuazione a un provvedimento dello Stato e per aver cercato di trasformare un bene sottratto alla criminalità in un’opportunità di carattere sociale”, afferma Menna, che rivendica la correttezza dell’operato dell’amministrazione. “Andremo avanti – conclude – seguendo la strada della legalità. Ci difenderemo nelle sedi opportune”.