L’AQUILA – “Nella riforma della gestione dei rifiuti, in realtà non cambia nulla, l’unica novità è rappresentata dalla scadenza che ha voluto proporre il presidente Marsilio al 31 dicembre 2027, e quelli che sono previsti sono i subambiti unici provinciali”. E dentro Fdi, il gruppo capitanato da Massimo Verrecchia, che rema questa ipotesi, è sensibile al “particolare attivismo di un privato”.

Altro che vittoria del fronte che vuole l’introduzione degli ambiti sub-provinciali in nome dell’autonomia gestionale “localistica” in un comparto di estrema importanza come quello dei rifiuti: nell’intervista ad Abruzzoweb il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, parte alla carica restando saldo nelle sue posizioni, e si dice convinto di portare a casa i quattro subambiti unici per le quattro province abruzzesi, senza ulteriori spezzettamenti, anche se non subito, in una battaglia di cui si è fatto portabandiera anche in consiglio regionale, al fianco del presidente della Regione, Marco Marsilio, anche lui di Fdi.

Biondi, presidente regionale e vicepresidente nazionale dell’Anci, e soprattutto presidente dell’assemblea dell’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani, particolarmente in forma nell’intervista – collegato da Bruxelles per la Settimana europea delle Regioni e delle città -, non manca di replicare per le rime a Verrecchia, capogruppo in consiglio del suo partito, in precedenza intervistato da questa testata.

Accusandolo di “incoerenza”, visto che sulla riforma dell’acqua e sulla legge elettorale è per la semplificazione e l’accorpamento, e a novembre 2025 aveva firmato assieme a Marianna Scoccia di Noi Moderati, un emendamento di segno contrario per eliminare dalla norma del 2013 la parola ambiti “sub provinciali”, per poi virare a “U” a loro favore.

Alla domanda su cosa pensa di questo ripensamento di Verrecchia, motivato dall’ascolto del territorio, Biondi afferma che dietro il tentativo di reintroduzione  “semplicemente è stata fatta, credo, un’operazione di altra natura che non ha motivazioni rispetto all’organizzazione del servizio, tanto è vero che si è notato nel sostegno a questa iniziativa un attivismo particolare da parte di un privato, lo stesso privato che ha riacquistato quasi tutte le quote di Aciam a seguito di una crisi aziendale”, con riferimento dunque a Umberto Di Carlo, patron della Tekneko, nemico dell’ambito unico, che ha rivendicato la sua posizione un post.

Accusa  forte e diretta, tenuto conto che il sindaco dell’Aquila è un amico di Di Carlo, ma non invitato, pur essendo presidente assemblea dell’Agir, ad una conviviale nella sua villa di fine estate dove l’imprenditore aveva colto l’occasione per chiamare a raccolta il fronte contrario al subambito unico provinciale.

Si consuma di fatto dunque uno scontro fratricida in Fratelli d’Italia ancora più cruento se si considera che sono anni che si assiste ad una guerra, ormai pubblica, tra il gruppo dell’avezzanese Massimo Verrecchia, capogruppo in consiglio regionale, capitanato dal senatore aquilano Guido Liris e quello del primo cittadino.

Nega poi che ci sia una volontà egemonica da parte dell’Aquila e della sua società Asm, sottolineando che ha chiuso il bilancio in attivo, mentre il fronte avverso  punta il dito sugli 8 milioni di euro di debiti.

La presa di posizione di Biondi è destinata a produrre forti polemiche, se si considera che la riforma dei rifiuti si inquadra in un momento caldissimo a livello elettorale, con l’approssimarsi delle elezioni amministrative dell’Aquila del prossimo anno e le Politiche in autunno, alle quali Biondi, responsabile nazionale degli enti locali, amico di vecchia data del presidente del consiglio Giorgia Meloni, al termine del doppio mandato, si presenterà da protagonista certo dell’elezione.

Questo dopo che nell’ultimo consiglio regionale del 6 ottobre è stato approvato l’emendamento di “compromesso” del presidente della Regione che stabilisce che l’Agir dovrà approvare il Piano d’ambito (Pda) entro il 31 dicembre 2027 ed è “è fatta salva la possibilità di delimitare, nello stesso Pda, subambiti territoriali di dimensione sub-provinciale dove le condizioni territoriali, amministrative ed economiche lo consentano”.

Se Verrecchia come pure il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio hanno salutato l’intesa come una vittoria, visto che è tornata nero su bianco la parola ambito “subpr0vinciale”, Biondi la pensa all’opposto, visto che la strada maestra, per non dire obbligata, anche alla luce della normativa regionale è quella del subambito unico provinciale. E l’ambito sub-provinciale di fatto resta una ipotesi nel novero delle “varie ed eventuali”.

Ne ha anche per il centrosinistra, e ironizza sul senatore del Pd Michele Fina che proprio a questa testata ha detto di non interessarsi alla questione, quando invece, rivela il sindaco, “ha fatto più di una telefonata”, prima dell’ultimo consiglio. Definisce il Pd all’Emiciclo come “convitato di pietra”, visto che nel merito della riforma non ha preso di fatto posizione.

Biondi che parla innanzitutto da presidente dell’assemblea dell’Agir è stato accusato di aver dettato la linea allo stesso Marsilio, a difesa dell’Asm, pronta ad accorpare le altre società pubbliche con una invasione di campo o meglio di palazzo. In un muro contro muro con il fronte marsicano e peligno promosso in primis da Verrecchia, insieme all’assessore regionale di FdI al Bilancio, Mario Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, firmatario con lui della proposta, e alla vicepresidente del Consiglio regionale Scoccia, di Noi Moderati, data come prossima a passare a Forza Italia. I quali hanno promosso un emendamento, poi rimasto nel cassetto, che intendeva introdurre nella legge di settore del 2013 la parola ambiti “sub-provinciali”,  difesa dell’autonoma delle società pubbliche di gestione attuali nella Marsica, la Segen, e nella valle Peligna, il Cogesa con buona parte dei sindaci di quei territori schierati con loro.

A firmare l’emendamento pro ambiti subprovinciali erano stati il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, il capogruppo della Lega Vincenzo D’Incecco, il capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, dal capogruppo di Marsilio Presidente Luciano Marinucci, l’assessore ai Trasporti Umberto D’Annuntiis, il sottosegretario di giunta di Forza Italia, con delega al Turismo, Daniele D’Amario, che vota in Consiglio, e il consigliere di FdI Leonardo D’Addazio.

Dall’altra parte contrari agli ambiti sub-provinciali, al fianco di Biondi e Marsilio, Nicola Campitelli, che ha la delega ai rifiuti, Paolo Gatti, Luca De Renzis, Maria Assunta Rossi, per FdI, Giampaolo Lugini, di Marsilio Presidente, Carla Mannetti, della Lega, e Antonietta La Porta, di Forza Italia. I consiglieri di FdI Francesco Prospero e Marilena Rossi.

SUBAMBITO UNICO PROVINCIALE UNICA VIA

“L’indicazione condivisa sia dall’Agir, sia dal consigliere regionale delegato ai rifiuti Campitelli è per il subambito unico provinciale – spiega Biondi -, e ha tenuto conto delle previsioni del Testo unico dell’ambiente e anche di alcune sentenze che individuano l’ambito provinciale come livello minimo di efficienza e di efficacia nella gestione dei rifiuti, contro la frammentazione e l’ulteriore suddivisione viene considerata come una condizione eccezionale, che va giustificata. Si può fare l’esempio della Campania che ha sette ambiti, uno per ogni provincia, in cui l’ambito più piccolo è quello della provincia di Benevento, con circa 290 mila abitanti, quindi esattamente come la provincia dell’Aquila. La Puglia invece ha un unico ambito”.

Biondi tiene poi a sottolineare che l’Agir, con la legge istitutiva del 2013, è composta dai sindaci, è l’assemblea di tutti i sindaci e dei loro delegati, il presidente dell’Assemblea è un rappresentante di un comune, i membri del consiglio direttivo sono sette sindaci. L’Agir non è insomma “un organismo terzo rispetto ai territori”, come vuole essere fatto passare.

E dall’Agir, ovvero dai sindaci, “è stata individuata con la legge del 2013 l’ambito unico regionale, dopodiché, sempre d’intesa con i sindaci, fu prevista la possibilità di fare anche subambiti su scala provinciale, al pari della gestione dell’acqua e della sanità, per avere in tutti i servizi pubblici un’unica strategia. E questo è avvenuto sempre sulla base dei confronti che abbiamo avuto provincia per provincia, con i sindaci”.

L’EMENDAMENTO DEL 2025 DI VERRECCHIA E IL “RIPENSAMENTO”

Biondi poi non manca di ricordare, a questo proposito, che proprio Verrecchia con assieme a Scoccia, presentò a novembre 2025 un emendamento che eliminava dalla norma del 2013 la parola ambiti sub-provinciali. Nell’intervista ad Abruzzoweb, Verrecchia ha invero chiarito che in quella occasione riteneva giusto “armonizzare la gestione a livello provinciale, non tenendo però conto le esigenze dei singoli territori”. Da qui il nuovo emendamento, che si dice, abbia avuto come vero promotore l’assessore regionale al Bilancio Quaglieri, raccolto e portato in consiglio da Verrecchia e Scoccia, per andare incontro alle posizioni dei sindaci.

“Non è andata esattamente così – ribatte Biondi -: intanto l’emendamento che reintroduce i sub-subambiti, come sarebbe corretto definirli, rispetto ai subambiti unici provinciali, è stato sottoposto solo successivamente ai sindaci, tanto è vero che né il presidente della regione Marsilio, che ricordo detiene la delega alla gestione rifiuti, né il consigliere delegato ai rifiuti, Campitelli, ne erano a conoscenza. Semplicemente è stata fatta, credo, un’operazione di altra natura che non ha motivazioni rispetto all’organizzazione del servizio”.

“NOTO L’ATTIVISMO PARTICOLARE DI UN PRIVATO”

E il riferimento di Biondi è al ruolo recitato dall’imprenditore avezzanese Umberto Di Carlo,  amministratore unico di Tekneko, colosso del settore rifiuti, che dopo una lunga battaglia e tante polemiche è riuscito a conquistare la maggioranza delle azioni dell’Aciam e che ha anche organizzato un incontro a margine di una festa di fine estate nella sua villa, in cui erano presenti, come rivelato da Abruzzoweb, molti sindaci della Marsica, a cominciare da quello di Avezzano Di Pangrazio, e poi Verrecchia, Quaglieri, il senatore Liris, strenuo avversario interno di Biondi nel partito, il senatore Fina. Una chiamata alle armi, legittima, da un operatore del settore, a difesa dell’ambito sub-provinciale e l’autonomia della Marsica dove Di Carlo opera.

“Si è notato nel sostegno a questa iniziativa un attivismo particolare da parte di un privato, lo stesso privato che ha riacquistato quasi tutte le quote di Aciam a seguito di una crisi aziendale”, taglia però corto Biondi.

FINA DISINTERESSATO E IL PD “CONVITATO DI PIETRA”

Non manca poi di scoccare una frecciata a Fina: “fa sorridere quando dice che non si occupa di queste cose, come dichiarato alla vostra testata, quando invece mi risulta che abbia fatto una serie di telefonate per invitare a prendere un certo tipo di posizione. Forse all’esito di quella cena a cui lui era presente, sempre come ho letto sul vostro giornale”.

E si chiede ancora Biondi: “che posizione ha il Pd sulla gestione dei rifiuti? Ho letto solo delle dichiarazioni di chi come al solito non potendo vincere le elezioni nelle urne si sfoga con attacchi indiscriminati nei miei confronti. L’opposizione è da questo punto di vista un convitato di pietra, perché nell’ultimo consiglio la maggioranza si è ricompattata intorno all’emendamento Marsilio. Il Movimento 5 Stelle si è espresso chiaramente a favore degli ambiti unici provinciali così come alcune componenti civiche, penso al consigliere Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna, ad Alessio Monaco di Avs. Ancora non abbiamo capito invece cosa voglia fare, come la pensa nel merito il Pd”.

I DEBITI DELL’ASM

Altra questione cruciale: la levata di scudi dei sindaci marsicani e peligni si è scatenata contro l’ipotesi che, con l’ambito unico provinciale, sarebbe stata l’Asm dell’Aquila a inglobare Aciam, Segen e Cogesa, e in molti hanno fatto notare che l’Asm ha oltre 8 milioni di euro di debiti, tenuto conto dei fornitori non pagati, e che la Tari pro capite ammonta nell’aquilano a 224 euro, mentre ad Avezzano è di 167 euro. Inoltre, nell’Aquilano la raccolta differenziata è solo al 40%, rispetto a una media provinciale del 67%.

Questa la replica del sindaco Biondi: “l’Asm in realtà ha chiuso il bilancio in attivo, ma si è naturalmente cercato di far leva sulla paura dei sindaci. Asm non vuole inglobare nessuno, non è questo l’obiettivo, né vuole spalmare eventuali debiti su altre società.  Ricordo poi che Asm ha un contratto di servizio da 14,5 milioni di euro per 7 anni quindi da oltre 100 milioni di euro, segno anche di una capacità e solidità dell’azienda”.

Detto questo, “se ce la vogliamo dire tutta, le criticità nella gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica l’hanno avute anche alcuni territori della Marsica, non è un caso che Aciam sia andata in crisi industriale, era stata prevista una ricapitalizzazione a cui i Comuni non hanno potuto far fronte e quindi oggi i comuni della Marsica paradossalmente sono i più deboli di tutto il sistema perché non hanno né una società pubblica né impianti di natura pubblica, visto che l’impianto di Aielli è passato nelle mani del privato”.

Addirittura “i sindaci della Valle Peligna se facessero il subambito non potrebbero fare altro che fare l’affidamento in house a Cogesa ma siccome il comune di Pratola Peligna che è il secondo comune più grosso dell’eventuale ambito ha dato già il servizio all’esterno e il comune di Sulmona sta per percorrere la stessa strada questo equivale a far fallire il Cogesa e a licenziare le 200 circa persone che ci lavorano”.

L’UNIONE FA LA FORZA

Biondi insomma resta fermo nelle sue posizioni e argomenta ulteriormente: “la legge individua come obiettivo da conseguire l’autosufficienza rispetto alla gestione dei rifiuti e la prossimità con i punti di conferimento. Oggi in provincia dell’Aquila esiste un impianto per il trattamento meccanico-biologico che è quello di Cogesa a Sulmona, esiste un impianto di trattamento dell’organico che è quello di Aielli che inizialmente era in mano pubblica con l’Aciam, ora è in mano al privato, benché insista su suolo pubblico, quello del comune di Aielli, c’è poi una rete di piattaforme e di stazioni di stoccaggio di altre categorie merceologiche del rifiuto in particolar modo per quanto riguarda la raccolta differenziata. In più abbiamo la Segen che ha un impianto che è fermo ma ha l’autorizzazione alla riattivazione e all’ampliamento. Questo che significa? Che l’ambito unico provinciale sarebbe autosufficiente, a differenza dell’ipotesi di frantumarlo in subambiti”.

CAMPANILISMO A INTERMITTENZA

Abbattere i campanili: un tema caro anche a Marsilio, nel perorare la causa del collegio unico regionale nella legge elettorale, rilanciato anche da Biondi.

“È singolare che da un lato il sindaco di Avezzano proponga la ‘quinta provincia’ delle aree interne e poi voglia spaccare il cuore delle aree interne che è la provincia dell’Aquila nella gestione dei rifiuti. Va detto però che  lui ha una linearità di comportamento. Lui dice: ‘noi vogliamo restringerci, rinchiuderci dentro la Marsica’ e quindi fa anche una mozione votata quasi all’unanimità dal consiglio comunale contro il collegio unico regionale”.

E qui un altro attacco a Verrecchia: “a quella votazione però si è opposto nella sua qualità di consigliere comunale Verrecchia, che è contro il sub-ambito unico provinciale, ma appunto è a favore del collegio unico regionale, come pure, sulla riforma del ciclo idrico,  è per i due subambiti regionali, che tra l’altro prevedono che una parte del territorio di Sulmona vada addirittura con Pescara e Chieti. Insomma, mi sembra che non ci sia una linearità di condotta,  e che le scelte derivino dalle convenienze contingenti”.