L’AQUILA – “Leggendo l’ennesimo comunicato dell’opposizione emerge ormai un dato curioso: quasi ogni cosa che denunciano trova puntualmente riscontro in una realtà esattamente opposta. Continuino pure così: senza volerlo, sono diventati la migliore propaganda dell’Amministrazione comunale”.
Lo dichiara, in una nota, Leonardo Scimia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale dell’Aquila, intervenendo sulle critiche rivolte all’attività amministrativa e allo stato delle opere pubbliche cittadine.
“L’esempio più divertente – aggiunge – ce lo offre proprio Nello Avellani, che riesce a parlare di una ‘città ferma’ e di eventi che ‘stanno per concludersi’ esattamente nei giorni in cui L’Aquila si prepara alla Notte Europea dei Ricercatori e viene annunciato l’arrivo della 78esima edizione del Prix Italia, uno degli appuntamenti internazionali più prestigiosi della Rai, che per la prima volta nella sua storia si svolgerà nel cuore del centro storico aquilano. Bisogna riconoscergli almeno una qualità: la scelta dei tempi. Non era semplice sostenere che gli eventi stessero finendo proprio mentre ne stanno per cominciare altri di questa portata”.
“Forse – osserva Scimia – il problema è proprio questo: mentre qualcuno è impegnato a raccontare una città ferma, la città continua a muoversi senza aspettare i loro comunicati. C’è chi amministra e chi racconta. Chi deve programmare, trovare le risorse, progettare, appaltare, aprire i cantieri e concludere le opere e chi, avendo evidentemente molto più tempo a disposizione, può dedicarsi alla filosofia su ciò che, secondo loro, non sarebbe stato fatto. I fatti, però, hanno il brutto vizio di essere verificabili”.
“È successo con la Caserma Rossi, quando ci spiegavano che il parcheggio non sarebbe mai stato realizzato nei tempi previsti. Lo abbiamo realizzato e aperto, insieme a una programmazione più ampia sulla sosta e sulla mobilità cittadina. In quell’occasione abbiamo invitato anche chi per mesi ne aveva pronosticato il fallimento: purtroppo non si è presentato. Accadrà anche con il Ponte Belvedere, ormai prossimo alla riapertura. Anche in quell’occasione inviteremo chi oggi lo considera un’opera dimenticata: magari vedere le opere finite aiuta più che scrivere comunicati sulle opere che, a loro dire, non esistono. Ma questi sono soltanto due esempi”.
“Perché questa Amministrazione in questi anni si è data delle priorità e le ha perseguite – sottolinea il capogruppo di FdI – Molte sono già diventate opere concluse, altre sono cantieri in corso, altre ancora sono finanziate e stanno seguendo il proprio iter. Vale per la ricostruzione, per le scuole, per gli spazi pubblici, per la mobilità, per il patrimonio storico, per gli impianti sportivi, per le frazioni e per la riqualificazione urbana. Naturalmente non è stato completato tutto. Nessuna amministrazione seria potrebbe sostenerlo. Ci sono ancora opere da concludere, cantieri da aprire, procedure da accelerare e problemi da risolvere. Ma è proprio questa la differenza tra amministrare e fare filosofia”.
“Noi abbiamo dovuto scegliere le priorità, trovare i finanziamenti e trasformarli in progetti. Poi trasformare i progetti in gare, le gare in cantieri e i cantieri in opere da restituire alla città. E lo abbiamo fatto attraversando anni tutt’altro che semplici: crisi energetica, aumento dei prezzi, inflazione, difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali e profonde trasformazioni del mercato delle costruzioni. Circostanze che chiunque abbia un minimo contatto con il mondo reale conosce perfettamente e che, evidentemente, il PD preferisce ignorare quando deve scrivere un comunicato”.
“Anche sulle scuole – continua -, più delle parole parlano i risultati. Soltanto pochi giorni fa abbiamo restituito alla città quattro strutture: la primaria di Coppito, la scuola dell’infanzia Piletto, quella di Paganica e il nuovo polo di Torretta-Gignano-Sant’Elia. Quattro interventi per oltre 13 milioni di euro e 645 alunni. A questi si aggiunge la scuola di Pile, restituita alla comunità scolastica dopo i lavori di adeguamento sismico realizzati durante l’estate. Non sono annunci, sono scuole nelle quali oggi entrano bambini, insegnanti e famiglie. E sono parte di una programmazione molto più ampia sull’edilizia scolastica che questa Amministrazione ha costruito e che sta portando avanti, con interventi conclusi, altri in corso e altri ancora programmati. Anche qui si può certamente sostenere che ci sia ancora molto da fare. È esattamente quello che diciamo noi”.
“La differenza è che noi intendiamo farlo. Per il fare ci siamo noi. Per la filosofia, soprattutto quella spicciola, lasciamo volentieri spazio a loro. E siccome sappiamo bene quanto ancora ci sia da fare per L’Aquila, siamo altrettanto consapevoli che questa città avrà ancora bisogno, in futuro, di amministratori capaci di trasformare programmi e risorse in risultati concreti. Continuino quindi a raccontare una città immobile mentre L’Aquila cambia sotto gli occhi di tutti. Continuino a spiegare che gli eventi stanno finendo mentre ne arrivano di nuovi. Continuino ad annunciare fallimenti mentre apriamo cantieri, restituiamo scuole, recuperiamo spazi e concludiamo opere. In fondo, non potremmo chiedere propaganda migliore: loro continuino a dire che non facciamo nulla. Noi continueremo, molto più semplicemente, a fare”, conclude Scimia.





