L’AQUILA – Lasciano New York, “la grande mela”, dove avevano  una vita agiata e tutto quanto si possa desiderare, per trasferirsi in Abruzzo: la storia è raccontata Cassandra Tresl scrittrice e content creator americana, riportata dal Fatto quotidiano dopo una intervista rilasciata a una testata giornalistica statunitense.

Alla CNBC ha raccontato perché lei, il marito Alex Ninman e la loro figlia hanno deciso di lasciare New York per trasferirsi in Abruzzo, cambiando completamente vita con tutti i pro e  contro.

“Nel 2019 abbiamo lasciato New York, dove io lavoravo nel settore operativo di una startup tecnologica e lui faceva il macellaio da Whole Foods, per trasferirci in Europa”, dice la 33enne. La prima tappa è stata la Repubblica Ceca, dove vive il nonno di Tresl e dove è nata la loro figlia. In seguito la famiglia si è stabilita in Abruzzo.

“Come molti americani, io e mio marito siamo cresciuti con l’idea che il successo significasse migliorare continuamente il proprio tenore di vita: una casa più grande, un’auto più nuova, traguardi sempre più ambiziosi e un’agenda sempre più piena”, racconta. “Con il tempo, però, abbiamo iniziato a chiederci se tutto questo ci rendesse davvero più felici”.

Da quella riflessione è nata la decisione di trasferirsi in Italia. Oggi la famiglia vive in un piccolo paese abruzzese, dove è riuscita ad acquistare casa spendendo molto meno rispetto agli standard americani. “Per la nostra abitazione abbiamo speso 11.500 euro (circa 13.100 dollari): una casa su due livelli, con due camere da letto, una superficie di poco inferiore ai 100 metri quadrati, una terza camera nel seminterrato e una soffitta. Successivamente abbiamo investito altri circa 15.000 euro (17.100 dollari) per i lavori di ristrutturazione”, racconta.

Secondo Tresl, non è solo il prezzo delle abitazioni a fare la differenza: anche “il costo del cibo, dell’assistenza all’infanzia e di molte altre spese” è decisamente più contenuto. Nel frattempo ha cambiato lavoro: oggi si occupa di marketing per un’azienda italiana del settore turistico e crea contenuti online. Guadagna meno rispetto al passato, ma considera il tempo guadagnato da dedicare alla figlia un compromesso che vale pienamente la pena.

Tra gli aspetti che apprezza maggiormente della vita in Italia c’è anche il forte senso di comunità. Allo stesso tempo, però, non nasconde le difficoltà: “La vita qui non è perfetta. Ci mancano la famiglia e gli amici rimasti negli Stati Uniti. E la burocrazia italiana può essere frustrante: tutto procede spesso più lentamente di quanto fossimo abituati. Anche le pratiche più semplici hanno richiesto più documenti, appuntamenti e passaggi del previsto. Una volta, per esempio, mi è stato chiesto perfino di presentare una copia della tessera sanitaria per attivare la connessione Internet di casa. Ho imparato che, qui, la pazienza fa parte del ‘gioco’”.