SANTO STEFANO DI SESSANIO – “Per la prima volta dopo decenni si definisce un quadro normativo pensato davvero per contrastare lo spopolamento delle nostre montagne”.
È quanto affermano, in una nota, il sindaco di Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), Fabio Santavicca, insieme ai primi cittadini di diversi Comuni montani della Baronia di Carapelle, esprimendo soddisfazione per l’approvazione della nuova Legge nazionale sulla montagna, attesa da oltre cinquant’anni.
Secondo i sindaci, la riforma rappresenta “un passo decisivo verso il riconoscimento del valore strategico delle aree interne e di chi sceglie di vivere e lavorare in territori che affrontano da decenni disagi strutturali e fragilità demografiche. Le risorse devono sostenere chi vive in condizioni di reale svantaggio. Estendere in modo indiscriminato la definizione di montagna avrebbe significato disperdere gli aiuti e penalizzare proprio quei territori che più necessitano di misure mirate”.
“Ringraziamo la Regione, che nel percorso che ha portato all’approvazione della Legge, ha avuto un ruolo di primo piano nel dialogo con il Governo e le altre Regioni”.
La Regione Abruzzo, ricordano i sindaci, “è stata capofila nel confronto istituzionale, riuscendo a ottenere in sede di Conferenza Unificata una revisione sostanziale dei criteri tecnici iniziali”.
“L’utilizzo dei criteri tecnici è necessario per individuare le aree interne che necessitano prioritariamente di strumenti di supporto mirati a combattere lo spopolamento. Ciò nonostante, qualunque scelta tecnica apportata nella revisione dei parametri, individuando i comuni cosiddetti montani ne avrebbe esclusi una parte di essi. Di fatto, nella prima versione della riforma, ben 59 Comuni abruzzesi rischiavano di essere esclusi dal perimetro dei territori montani”.
“Grazie a un lavoro di mediazione e di ascolto è stato possibile rivedere i parametri, recuperando gran parte delle aree appenniniche inizialmente escluse. È stato un risultato importante per tutti i territori interni, che riconosce la specificità della montagna abruzzese rispetto a quella alpina. Ora puntiamo sulla concretezza”.
I sindaci ribadiscono che il nuovo impianto normativo “non nasce da scelte arbitrarie, ma dal lavoro condiviso di una commissione tecnica con rappresentanti di Comuni, Province, Regioni e Ministeri” e auspicano che l’attuazione della Legge avvenga in modo rapido e coerente”.
“Le Comunità Montane non chiedono assistenzialismo, ma strumenti per restare vive. Abbiamo bisogno di politiche che favoriscano servizi essenziali, mobilità, scuola, sanità di prossimità e sostegno alle attività economiche locali. Questa Legge, se ben applicata, può davvero offrire una prospettiva di futuro ai comuni che realmente vivono in zona svantaggiante di montagna”, conclude la nota.






