L’AQUILA – Continuano a curare il loro giardino, “nonostante il Comune chieda di pagare per servizi di taglio erba mai fatti”.
Corradino, Romolo, Riccardo e Mario, residenti nei Moduli abitativi provvisori (Map) di Bazzano (L’Aquila) quasi ogni giorno lavorano per rendere bella e rigogliosa l’area verde comune degli alloggi antisismici, piantando fiori e siepi, falciando l’erba e irrigando il prato.
Il signor Corradino, 77 anni, occhi azzurri e temperamento da guerriero, da sei anni ha deciso di rendere decoroso e accogliente il luogo in cui vive, mettendo a disposizione il suo tempo e il suo pollice verde, insieme ai suoi vicini di casa.
Anche Corradino ha ricevuto, come molti degli assegnatari dei Map e dei Progetti Case, la lettera con i canoni di compartecipazione da pagare al Comune per le spese condominiali.
“Sono arrivate tre bollette da 30 euro al mese – racconta – Dovremmo pagare al Comune servizi di cui ci occupiamo noi: i giardini sono tutti realizzati a nostre spese, così come le caldaie che paghiamo noi e le pulizie delle scale a cui provvediamo in prima persona”.
Un decoro urbano, quello dei Map di Bazzano, frutto anche della collaborazione dei residenti che a proprie spese hanno acquistato pompe idrauliche, tosaerba e tubi per l’irrigazione.
“Non dico di non voler pagare, ma vorrei pagare solo il giusto come le luci delle scale – aggiunge – Non pagherò per degli ascensori che non esistono o per la manutenzione del verde”.
Nonostante tutto Corradino, operaio per una vita, dice di si trovarsi bene nei Map, anche perché, afferma, “ho vissuto tempi peggiori di questi”.
Eppure come tutti gli aquilani ancora lontani dalle proprie case, spera con tutto il suo cuore di riuscire a rientrare tra le mura che lo hanno accolto per una vita.
“Vorrei tanto tornare a casa mia – dice con la voce rotta dall’emozione – Anche da morto. Avevo una casa a Bazzano, vicino la chiesa, e ho sofferto tanto per riuscire a costruirla”.
“Il Comune adesso se la sta prendendo con la povera gente come noi – conclude – Ci stiamo impegnando tanto per rendere vivibile questo posto, facendo tutto il possibile con le nostre forze, e ora non capiamo davvero perché il Comune si stia accanendo in questo modo”.






