L’AQUILA – Un palazzo storico crollato in centro all’Aquila di cui è rimasto solo la facciata; una casetta sgretolata a Onna o a Villa Sant’Angelo; perfino la Casa dello studente.

Tutte queste strutture rischiano di dover pagare la nuova Imposta municipale unica, la temuta Imu varata dal governo di Mario Monti, erede dell’Ici che ha un altro nome ma sarà assai simile come stangata, e poco importa che sia prevista una riduzione del 50 per cento per le strutture inagibili.

Del caso, che rischia di avvelenare il clima tra gli aquilani terremotati e il nuovo governo proprio ora che la visita del premier e tre ministri pareva averli rasserenati, si è cominciato a parlare da pochissimi giorni e la situazione è ancora nebulosa.

Sicuramente, sarà un grosso tema di discussione in campagna elettorale, visto che si sono già moltiplicate le reazioni bipartisan, gli appelli all’esecutivo, gli emendamenti eccetera eccetera.

IL BALZELLO

Tutto nasce da un emendamento al decreto legge fiscale presentato dai relatori alle commissioni Bilancio e finanze del Senato, che stanno discutendo la norma.

La norma prevede che la base imponibile ai fini Imu per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabilil, quindi anche quelli spezzati dal sisma di tre anni fa, e per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, sia ridotta del 50 per cento.

Viene però abrogato il regime di favore degli immobili di interesse storico e artistico quando producono un reddito.

Insomma, si paga la metà. Ma si paga.

CIALENTE: “SARA’ UNA GRANDE BATTAGLIA”

Il primo a sollevare il caso, nonostante il clima elettorale che c’era durante l’evento con il presidente di Api, Francesco Rutelli, per sostenere la candidatura-bis, è stato il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.

“Ho avuto un incontro con il capo di gabinetto del ministro Fabrizio Barca, che è venuto qui – ha svelato ad AbruzzoWeb – Questi sono giorni, settimane, mesi decisivi e c’è bisogno di un rapporto forte con il governo”.

“Il primo momento di confronto – ha aggiunto – è sull’Imu. Sta passando una norma che prevede che le case inagibili in Italia paghino il 50 per cento. Io non posso pensare che andremo a pagare anche questa tassa oltre al mutuo sulle case cadute”.

“Sarà una grande battaglia – ha promesso Cialente – e ci vuole un sindaco che non sia a mezzo servizio proprio nei giorni in cui si approverà la legge”, ha concluso. Approvazione che rischia di coincidere proprio con l’insediamento del nuovo sindaco.

LEGNINI (PD): “PARADOSSO FAR PAGARE CHI SUBISCE RITARDI RICOSTRUZIONE”

“Ho presentato un emendamento in commissione Bilancio e finanze del Senato, nell’ambito del decreto fiscale, per escludere totalmente dall’obbligo di pagamento dell’Imu i fabbricati danneggiati finché non verranno riparati”.

Questa invece la contromossa annunciata dal senatore abruzzese del Partito democratico Giovanni Legnini.

Il senatore ha spiegato che il suo testo prevede un “espresso riferimento agli immobili danneggiati dagli eventi sismici e dalle altre calamità naturali”.

“Lunedì – ha promesso – riprenderemo la discussione in Commissione: ma ho già fatto un appello al governo e a tutte le forze politiche perché accolgano questo emendamento”.

“Sarebbe davvero paradossale far pagare questa imposta, seppur in misura ridotta, a chi ha subito danni e sta subendo gli enormi ritardi nella ricostruzione”, ha concluso Legnini.

RUTELLI: “CHIEDERO’ A MONTI DI NON FARLA PAGARE”

E il primo leader nazionale che si è trovato invischiato nella vicenda e ha promesso correttivi è stato giocoforza proprio Rutelli.

“Chiederò a Monti di non applicare l’Imu nelle case distrutte dal terremoto del 6 aprile del 2009”, ha annunciato in conferenza stampa ai giornalisti, molti dei quali in quel momento ancora ignoravano di cosa stesse parlando.

“Il Governo deve garantire le risorse – ha aggiunto – e gli strumenti, ma le decisioni devono essere prese qui all’Aquila, il capoluogo di regione deve essere affrontato come una questione nazionale”. (alb.or.)