FRANCAVILLA – “A Sulmona non abbiamo raccolto quanto meritavamo, la sconfitta per 1-0 è bugiarda. Poco lucidi sotto porta, è vero, ma anche sfortunati nel trovare un muro che le ha respinte tutte. Non accampiamo scuse, non è nel mio stile e non è lo stile del Francavilla. La verità è che questo campionato poteva andare diversamente, senza nulla togliere all’Amiternina, bravissima e fortunata fino a oggi”.
Da uomo di calcio qual è, mister Antonio Mecomonaco, secondo in classifica in Eccellenza con il suo Francavilla, sa che i campionati vinti sono frutto di bravura, sì, ma anche di fortuna. Quando gira bene, quando alle capacità si somma l’influsso della dea bendata, allora vuol dire che è la tua annata.
Al Francavilla, lo ammetteranno anche i primi della classe amiternini, manca qualche punticino. L’incertezza societaria iniziale, ripescaggio in serie D annullato, il mercato fatto tardi e di corsa, una quadratura di squadra trovata nel pieno dell’inverno, quando l’Amiternina era già una squadra bella e fatta, un bomber come Fabio Lalli che non ha bisogno di calci di rigore per buttarla dentro, a differenza del capocannoniere Hernan Molinari, che all’Amiternina sta facendo sfracelli, con merito, ma anche con qualche tiro dal dischetto (“i rigori, però, bisogna saperli battere”, l’onestà di Lalli).
“Tutto giusto – dice ad Abruzzoweb Mecomonaco – ma non accampiamo scuse. L’analisi ci sta, come ci stanno i meriti dell’Amiternina. Hanno sette punti in più di noi a quattro giornate dalla fine, sono primi con merito. Avremmo meritato anche noi la stessa posizione, però non è andata come volevamo. Teniamo duro, dobbiamo vincerle tutte d’ora in poi per staccare di dieci punti il Montorio, cosa che ci permetterebbe di saltare i playoff. Sarebbe il giusto premio per un’annata straordinaria, condita, purtroppo, da qualche passo falso di troppo”.
“La differenza sta negli scontri diretti con l’Amiternina – spiega il tecnico dei giallorossi teatini – li stavamo vincendo entrambi, poi li abbiamo pareggiati sul finale. Sono stati bravi e fortunati, nulla da dire. Se pareggi di mano col Capistrello e col Montorio al ’94, o contro di noi al ’95, vuol dire che è l’annata giusta. A noi è mancata un po’ di struttura iniziale, ho cambiato sette, otto giocatori rispetto all’anno scorso. Neanche io mi aspettavo di trovare subito la quadratura, mentre a Scoppito avevano già un’ottima base dall’anno scorso. Hanno azzeccato la punta, Molinari, che calcia in porta e segna, hanno trovato in Manuel Pierleoni un grande interprete che ha risolto diverse partite, Alfonso Bovino idem, Simone Gizzi lo stesso, sono stati bravi, anzi, bravissimi. Forse hanno concesso un po’ troppo in difesa, mi permetto di dire questo al mister Vincenzino Angelone. Certo, se noi avessimo vinto contro di loro gli scontri diretti, ne sono convinto, a quest’ora il campionato sarebbe stato diverso”.
“Non temiamo nessuno – conclude – stiamo facendo un campionato incredibile e meritiamo di salire in serie D. Attraverso la lotteria dei playoff, oppure saltandoli grazie grazie alla regola dei dieci punti. Ora ci godiamo la giornata di riposo, per ricaricare le batterie e recuperare qualche infortunato di troppo”.
Ricordiamo che se alla fine del campionato ci sono dieci punti tra la seconda e la terza classificata i playoff non si disputano, mentre la squadra classificata al secondo posto viene considerata come vincitrice dei playoff.
Se, invece, i 10 o più punti sono tra la seconda e la quinta classificata, non si disputa la semifinale playoff e la seconda vola direttamente alla finale contro la vincente della sfida tra la terza e la quarta. Stesso discorso vale se la terza ha 10 o più punti di vantaggio sulla quarta a fine campionato.






