L’AQUILA – Un protocollo per prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività economiche. È l’obiettivo del protocollo sottoscritto oggi dal presidente di Confindustria della provincia dell’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, e dal prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato.
L’evento è avvenuto alla presenza del presidente di Confidustria Sicilia, Ivan Lo Bello,
”Con la firma di questo protocollo – ha spiegato il presidente provinciale di Confindustria – vogliamo, ancora una volta, manifestare la nostra ferma e decisa opposizione nei confronti di qualsiasi forma di contiguità tra le imprese e le organizzazioni criminali”.
Il documento nasce dall’esigenza di concordare una stretta collaborazione tra imprese e pubbliche autorità, per rendere efficaci i controlli, il monitoraggio e gli strumenti di prevenzione in materia di appalti per lavori, servizi e forniture, al fine di contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia.
“Per le nostre imprese – ha continuato Spinosa Pingue – è di fondamentale importanza innalzare i livelli di legalità e trasparenza in tutti i contesti in cui operano e fare della legalità il loro punto di forza, un vero e proprio marchio di qualità. Vogliamo contribuire a corroborare ancora di più il nostro territorio di valori come l’etica, la legalità, la trasparenza, di principi di libera e sana concorrenza”.
”Siamo consapevoli che la nostra comunità, anche in considerazione dei grandi appetiti mossi dall’economia del terremoto, ha bisogno di un segnale inequivocabile di tolleranza zero verso i comportamenti non leciti – ha sottolineato il presidente di Confidustria della provincia dell’Aquila – da chiunque commessi, e di un grande investimento sulla legalità come infrastruttura immateriale indispensabile per la costruzione di un territorio competitivo”.
Il protocollo rappresenta un’ulteriore tappa nel processo di evoluzione del cosiddetto “modello L’Aquila”, che ha preso forma già nei primi giorni dopo il sisma del 2009 e che ha reso necessaria, nel tempo, una serie di interventi legislativi tesi ad arginare i tentativi di ingresso delle organizzazioni malavitose nella fase dell’emergenza e successivamente in quella della ricostruzione.
”Deve esserci sempre – ha affermato il prefetto – una collaborazione tra le autorità e gli imprenditori affinché si possano evitare le infiltrazioni malavitose. Subito dopo il terremoto si è intervenuti a effettuare i controlli, come confermano i 20 provvedimenti di interdizione di imprese per acclarata collusione mafiose in tutto il cratere sismico”.
La delegata di Confidustria alla legalità, Annamaria Casini, ha ricordato che ”nel nostro territorio non c’è un grande pericolo di infiltrazioni mafiose, ma è molto diffusa la corruzione”.
Il presidente di Confindustria Sicilia Lo Bello, nel suo intervento, ha dichiarato che ”nonostante il territorio aquilano sia tranquillo è meglio vigiliare, perché la mafia è molto interessata ai grandi flussi di denaro. Il terremoto dovrebbe fare gola alla mafia. La dimostrazione è che nel terremoto in Campania di molti anni fa queste organizzazioni si sono arricchite. I maggiori controlli devono essere fatti nella filiera, cioè nei vari subappalti delle opere pubbliche e private. Attenzione poi alle persone: le organizzazioni malavitose, infatti, si servono di persone incensurate su quel territorio per arrivare ai loro scopi”.
Nel protocollo d’intesa si trovano passaggi importanti, come l’esclusione di un associato in caso sia colluso con la mafia, e il divieto per i dirigenti di Confindustria, durante il loro mandato e per un anno successivo alla scandenza, di candidarsi a elezioni politiche o amministrative.






