L’AQUILA – Si potrebbe definire “l’insostenibile leggerezza della neve”, storpiando il titolo di un famoso romanzo.
I leggeri fiocchi bianchi scesi in abbondanza in questi giorni, infatti, accumulati a chili su tetti e balconi, costituiscono un grosso rischio per le strutture, che potrebbero crollare sotto il peso eccessivo della coltre bianca.
Il pericolo, spiega presidente della Federazione regionale degli ingegneri d’Abruzzo, Pierluigi De Amicis, riguarda soprattutto edifici vecchi o quelli dove non è stata fatta una manutenzione appropriata.
“Il carico neve che i tetti possono sopportare – spiega – è elevato. In base alle Norme tecniche per le costruzioni del 2008, all’Aquila, per esempio, le coperture possono sopportare un carico di 150 chili al metro quadrato. In neve equivale a un po’ più di un metro”.
“Crolli – prosegue – potrebbero verificarsi, quindi, su tetti vecchi, soprattutto nelle zone dove la neve è arrivata anche a due metri di altezza, come le aree interne del Chietino”.
Come già dichiarato dal vice commissario per i beni culturali, Luciano Marchetti, a rischio crollo sono soprattutto gli edifici danneggiati con il terremoto del 2009 e non messi in sicurezza.
Ma anche su quelli puntellati, a detta di De Amicis, non c’è da mettere la mano sul fuoco.
“Bisogna considerare – rileva De Amicis – che i puntellamenti sono stati pensati come sostegni temporanei, quindi non si può dare per scontato che si sia tenuto conto di questo carico eccezionale”.
A rischio anche i balconi, che subiscono il peso non solo della neve accumulata, ma anche dei blocchi di ghiaccio che cadono dai cornicioni.
L’invito, quindi, è a tenerli puliti, insieme ai tetti, sicuramente più difficili da liberare dalla neve, anche se qualche cittadino di buona volontà si è già munito di lunghe aste e si sta adoperando per fare cadere la neve in eccesso dai cornicioni, favorendo poi la caduta di quella che si trova sul colmo dei tetti.






