L’AQUILA – Scoppia il caso della chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Beffi, la frazione più piccola del comune di Acciano (L’Aquila), esclusa da una lista di chiese da “studiare”.
La Giunta comunale di Acciano ha infatti approvato nei mesi scorsi una delibera con la quale è stata accolta una proposta della professoressa Adalgisa Donatelli, titolare del corso di Restauro architettonico del dipartimento di Architettura e Urbanistica dell’Università dell’Aquila, che aveva espresso l’intenzione di voler studiare “la consistenza materiale, formale, strutturale di architetture di valore storico-artistico” e di definire “un adeguato progetto di restauro” sulle chiese della Madonna delle Grazie (o Santa Maria Addolorata), dei Santi Pietro e Lorenzo e della Madonna della Sanità, danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009.
Nella lista, però, non compare la chiesa parrocchiale della piccola frazione del parco Sirente-Velino, chiesa molto importante dal punto di vista storico-artistico, visto che fu nominata nella bolla papale del Sommo Pontefice Giulio I in data del 26 luglio 337.
Ma l’importanza dell’edifico sacro è anche sociale, visto che in passato è stata spesso utilizzata come luogo di ritrovo di molte persone anche dei paesi limitrofi, per concerti di musica classica e altre iniziative.
In particolare, San Lorenzo è stato per molto tempo uno dei luoghi preferiti degli ex allievi dei Salesiani di Don Bosco dell’Aquila, che si incontravano una volta l’anno nella frazione insieme agli altri abitanti del paese.
Nel novembre dello scorso anno, in tal senso, sono state sensibilizzate le autorità ecclesiastiche e comunali attraverso una raccolta firme, rimasta però senza risposta.
Mancanza di fondi? Di tempo? Disinteressamento totale? Quel che è certo è che San Lorenzo è ultima nella lista delle frazioni, dimenticata come fosse figlia di un Dio minore.
La già esigua popolazione del borgo, poi, che insieme a quella di Succiano costituisce una sola parrocchia, è divisa e ancora confusa a ormai quasi tre anni dal sisma e potrebbe quindi insorgere, dispiaciuta per il fatto che la chiesa parrocchiale non abbia ancora ricevuto una degna e intera ricostruzione.
Ora il passo decisivo spetta al sindaco di Acciano, Fabio Camilli, il quale aveva menzionato la chiesa all’Arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Molinari, nel corso della visita pastorale dell’anno scorso.
Bisognerà capire se ci sarà la possibilità di inserire nella lista delle chiese da studiare anche quella di San Lorenzo, affinché il paesello possa rinascere, le tradizioni non vengano gettate al rogo nel totale disinteresse delle istituzioni e la chiesa possa nuovamente diventare punto di riferimento dei suoi parrocchiani e di tutti coloro che amano luoghi di questo genere, dove basta un focolare acceso per rallegrarsi, segno che l’essere umano ha ancora bisogno di questi luoghi baciati dalla quiete.
LA CHIESA
Per quanto riguarda l’impianto architettonico, è interessante sapere che sulla facciata esterna è presente un portale seicentesco con sopra una finestra rettangolare che ha un architrave tardo-seicentesco su un lato.
All’interno è divisa in tre navate con un’abside quadrangolare in fondo e una cupoletta neoclassica sul presbiterio. Inoltre, possiede un elegantissimo organo del 1761 e delle catacombe di epoca paleocristiana, alcuni affreschi e un coro in noce sul retroaltare e altri suppellettili conservati maggiormente dalla Curia dell’Aquila.
Purtroppo, negli anni ha subito manomissioni a livello architettonico, il che rende difficile una lettura dell’architettura originaria.






