CHEITI – “Mentre i comuni ricadenti nel perimetro del parco si affrontano per ottenere il prestigioso ruolo di ‘capitale’ dell’atteso parco nazionale, ampi tratti dell’ex tracciato ferroviario dismesso, come peraltro denunciato dal sindaco di Rocca San Giovanni, si sgretolano per effetto dell’erosione marina con il rischio concreto e immediato della scomparsa di ciò che doveva essere la via verde dell’intero territorio naturalistico”.
Così Bruno Evangelista portavoce regionale di Alleanza per l’Italia.
“Colpevolmenti assenti la Provincia e la Regione – attacca Evangelista – che per la loro inerzia non hanno erogato i necessari finanziamenti utili a evitare il grave stato di degrado nel quale queste aree di pregio sono state abbandonate. L’emergenza idrogeologica e l’incapacità dei nostri enti locali a provvedere inducono ancora di più alla necessità di affidare il prima possibile questo meraviglioso contesto naturalistico costiero alle competenze nazionali per le necessarie risorse di gestione e sviluppo”.
“Il ridimensionamento del perimetro del parco non esprime le potenzialità massime di questo pregiato territorio cui il Febbo-pensiero e la cecità di alcune amministrazioni locali hanno purtroppo contribuito. Maglia nera sicuramente Ortona – prosegue Evangelista – che pur essendo geograficamente la porta naturale del parco ha messo a disposizione superfici a vocazione naturalistica assolutamente modeste rispetto alle potenzialità”.
“Un esempio per tutti – sottolinea l’esponente Api – non aver istituito la riserva naturale Feudo con annesso parco delle Dune che avrebbe avuto il duplice obiettivo di contribuire all’ampliamento delle superfici di pregio comunali e a bloccare definitivamente la realizzazione del centro oli ancora in predicato dal momento che l’area di quell’insediamento è ricompresa proprio nell’auspicata riserva naturale”.
“Ci auguriamo che il Comune di Ortona – aggiunge – in vista dell’approvazione definitiva del piano regolatore, torni sui suoi passi riprendendo peraltro un progetto di legge giacente ancora in Consiglio regionale predisposto in maniera bipartisan da me e da un altro consigliere regionale, da approvare sia in sede comunale che nell’ambito più ampio della regione”.
“Non a caso – conclude Evangelista – la scarsa sensibilità ambientale degli amministratori ortonesi fa dire a molti che questo gi oiello dell’Adriatico corre il rischio di diventare una sorta di pattumiera d’Abruzzo: centro oli, discarica di amianto, centrale gas”.






