L’AQUILA – Ormai è solo questione di tempo, ma è sicuro che Giancarlo Silveri, direttore generale dell’azienda sanitaria locale (Asl) numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, non arriverà mantenendo il ruolo di comando alla scadenza naturale del suo contratto, fissata al 2018, ed è già corsa alla sostituzione con un “derby” tutto interno al centrosinistra che promette scintille, tra dirigenti fidati e parenti in lizza per la successione.
Nell’ottica dello spoil system più genuino, il nuovo manager sarà infatti espressione dello schieramento che, dal 25 maggio 2014, governa la Regione Abruzzo, e alcuni dei pezzi da 90 della politica aquilana hanno già avviato le grandi manovre per esercitare pressione nella scelta al titolare, il presidente della Giunta, Luciano D’Alfonso, a tutt’oggi anche commissario straordinario per la sanità.
Ebbene, sono due i nomi caldi sulla piazza, che fanno riferimento ad altrettanti “big” del Partito democratico aquilano: il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il consigliere regionale presidente della commissione Territorio, Pierpaolo Pietrucci, suo ex capo di gabinetto silurato con l’accusa di delazione ai media prima della pace e in seguito divenuto “adulto” e affrancatosi da ombrelli politici con i 7 mila voti raccolti alle Regionali.
Cialente è un nemico giurato di Silveri, del quale ha chiesto più volte la cacciata, e con il quale si è scontrato, sebbene il dg gli abbia consentito di tornare al lavoro in contemporanea alla fascia tricolore per un anno e mezzo, a fini previdenziali, come responsabile del “risk management”, la gestione del rischio.
Pietrucci ha spesso affrontato temi sanitari ma più timido con il direttore, interloquendo in generale e senza timore di chiedere lumi anche ai suoi colleghi di coalizione, presidente e assessore al ramo Silvio Paolucci.
Ognuno di loro due ha il suo piano, il suo candidato, la sua strategia per convincere D’Alfonso che è il proprio pupillo il nome opportuno su cui puntare per rilanciare la sanità aquilana.
Il presidente commissario si è già espresso sul tema, senza sbilanciarsi sui nomi ma dando qualche indicazione generica. “Come fatto con la Asl di Teramo, in cui abbiamo scelto secondo la meritocrazia, faremo a Chieti, e allo stesso modo riteniamo di doverlo fare presto a Pescara e L’Aquila – ha detto D’Alfonso – All’inizio non abbiamo deciso di cacciare ma di valutare le situazioni”.
Il candidato di Cialente è il classico “uomo per tutte le stagioni” nell’accezione positiva del termine, chiamato a guidare le più disparate situazioni difficili. Non ha una formazione medica ma manageriale sì, esercitata in vari campi.
Si tratta di Rinaldo Tordera, dall’aprile 2014 amministratore unico dell’Aquilana società multiservizi (Asm), la ex azienda municipalizzata del Comune che si occupa di gestione dei rifiuti, e consulente nell’amministrazione del gruppo Edimo.
Originario di Vigevano (Pavia), 57 anni, Tordera è stato direttore generale della Carispaq dal 1999 al 2011, per poi rassegnare le dimissioni in seguito all’inchiesta sulla maxi-truffa da 300 milioni del cosiddetto “Madoff dei Parioli”, Gianfranco Lande, che ha coinvolto anche la più antica banca aquilana, oggi scomparsa dopo l’incorporazione in Bper.
Nel 2012 è stato nominato consulente per l’Abruzzo della Banca di credito cooperativo di Roma, successivamente ha ricevuto l’incarico di capo del comitato tecnico della costituenda Banca dell’Aquila.
A novembre dello stesso anno è arrivata la nomina a presidente dell’Uovo teatro stabile di innovazione, venuta meno con la fusione con il Teastro stabile d’Abruzzo (Tsa) lo scorzo marzo. A oggi è anche consigliere della Camera di commercio del capoluogo e presidente del Conservatorio “Alfredo Casella”.
A febbraio 2014, infine, ha promosso come socio fondatore la nascita dell’associazione culturale e d’impegno sociopolitico “Insieme” che, qualche mese più tardi, ha sostenuto proprio D’Alfonso alle elezioni e Lucia Pandolfi come candidato consigliere.
Se Tordera è manager passato appunto dalla banca ai rifiuti, dalla cultura all’economia, Pietrucci punta su un nome più squisitamente legato al mondo della medicina, comunque con funzioni di primario, e oltretutto gioca “in famiglia”, trattandosi anche di un suo cugino.
Il suo candidato è Alessandro Grimaldi, 53 anni, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale “San Salvatore” del capoluogo nonché segretario aziendale del sindacato Anaao Assomed, che ha centrato risultati clinici importanti come quando con la sua equipe ha isolato un ceppo aggressivo del batterio Klebsiella.
Recentemente si è classificato terzo, dopo la confermata Sabrina Cicogna e Giovambattista Desideri, nella corsa al ruolo di direttore del dipartimento Medico della Asl, scelto da Silveri come gli altri 9 colleghi sulla base di terne di candidati eletti da un comitato composto da primari e delegati del personale dipendente.
Grimaldi è stato, tra l’altro, uno dei medici che hanno accompagnato il governatore D’Alfonso nel suo “blitz” al San Salvatore appena un paio di mesi dopo l’elezione, congegnato con la classe dirigente del centrosinistra e al quale in principio Silveri non era stato invitato.
E non è certo un caso che la sua firma fosse tra quelle apposte in un appello al voto a favore di Pietrucci pochi giorni prima delle Regionali, come esponenti della società civile aquilana che lo presentavano come “il candidato che può farcela”, come poi avvenuto.
Nell’affrontare il tema delle successioni, fin qui D’Alfonso non ha parlato nel dettaglio dei percorsi, ma la decadenza di fronte a contratti in essere potrebbe avvenire solo con un escamotage, come quello, già ipotizzato, di una riforma con accorpamento e la nascita di una Asl unica regionale o doppia mare-monti.
Gli uscenti Silveri e Claudio D’Amario, quest’ultimo manager pescarese, avendo comunque un contratto rispettivamente fino al 2018 e al 2017 avrebbero diritto a un posto da dirigente fino alla scadenza, e bisognerebbe trovare loro una collocazione. Anche perché negli anni scorsi la Regione ha pagato parecchi risarcimenti a funzionari fatti fuori per rotazione politica e rimasti senza incarico.



