pescara – “Diceva Totò, nella celeberrima poesia ‘A livella’, che solo da morti siamo tutti uguali. Perche’, invece, i cari estinti di Pescara sono diversi, anche da defunti, dal resto degli abruzzesi? E’ questa la domanda”, dichiara il consigliere regionale Camillo Sulpizio (IdV), “che avevo posto alla Giunta regionale, dalla quale non ancora ricevo una risposta.
A questa identica domanda, che avevo posto anche a Carla Granchelli, Direttore del Dipartimento di prevenzione – Servizio Igiene Epidemiologica – della Asl di Pescara, in una nota la medesima risponde che “i 60 euro sono stati concordati nel 2003 in un clima di grande collaborazione’. Ma da chi? Non certo dai cari estinti, ne’ dai loro parenti, che sono sempre più arrabbiati per dover pagare un obolo sulle estumulazioni solo perche’ di Pescara o perche’ deceduti a Pescara”.
“Riguardo alla legge da approvare sulle operazioni funerarie – conclude il consigliere Sulpizio – ne sono bene a conoscenza, visto che l’ho scritta io, e sto attendendo da mesi che venga inscritta all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio regionale”.






