L’AQUILA – Rivolta dei dipendenti storici del Centro di prenotazione unico (Cup) dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, che si rifiutano di firmare un contratto imposto dal nuovo gestore privato dei Cup delle 4 asl abruzzesi, la Gpi di Trento, che li trasforma da tempo indeterminato a determinato per soli 6 mesi, e 2 di prova, come accusano, anche se alcuni di questi lavoratori svolgono queste mansioni anche da 10 anni.

Il sit-in davanti agli uffici della Asl è stato indetto dal sindacato Ugl, visto che i 32 dipendenti da lunedì potrebbero essere licenziati dalla loro cooperativa e a quel punto il Cup potrebbe rischiare la paralisi, con disagi inimmaginabili per gli utenti.

Il consigliere regionale aquilano del Partito democratico Pierpaolo Pietrucci ha annunciato in tal senso un incontro il prossimo 3 giugno a Pescara con i sindacati confederali e la nuova proprietà.

Sul posto anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha già solidarizzato attraverso Facebook con i lavoratori annunciando di voler chiedere lumi all’assessore regionale alla Sanità del suo stesso partito, Silvio Paolucci.

“La Gpi deve applicare la legge, ha l’obbligo di assumere a pari condizioni i dipendenti già operanti, è assurdo imporre a queste persone un contratto da 6 mesi prendere o lasciare e 2 mesi di prova”, commenta il segretario provinciale aquilano di Ugl Sanità, Giuliana Vespa, che sta seguendo il caso.

Al sit-in anche alcuni degli 11 interinali del Cup, anche a loro è stata fatta la stessa offerta e temono che il contratto a 6 mesi non venga poi rinnovato.

La Vespa accusa poi il direttore generale della Asl numero 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, di “disinteressarsi alla vertenza, non si è mai fatto sentire. La Asl è il garante di questo passaggio di gestione, la sua latitanza è vergognosa”.

“Viviamo nell’incertezza, ma non firmiamo. E la società se da lunedì avrà il Cup fermo se ne assume tutte le responsabilità”, attacca Simonetta Galletti, una lavoratrice.

“32 posti a rischio e la Asl dov’è?” e “Da tempo indeterminato a 6 mesi, una vergogna” è il messaggio polemico scritto su due striscioni. Filippo Tronca

CGIL CISL E UIL: ” LA GPI NON RISPETTA DIRITTI LAVORATORI”

“I lavoratori hanno diritto ad avere lo stesso trattamento che avevano in precedenza con l’azienda che gestiva il servizio di centro unico di prenotazione, e non possono avere condizioni giuridiche ed economiche peggiorative in caso di cambio appalto”.

Lo scrivono i segretari regionali Carmine Rainieri Cgil Fp, Pino De Angelis, Fp Cisl e Vincenzo Traniello, Fpl Uil, nelle stesse ore in cui è incorso il sit in dei lavoratori cup al San Savatore dell’Aquila.

“Abbiamo sempre dichiarato – si legge nella nota – di essere contrari alla stipula dei contratti di lavoro subordinati a tempo determinato che lo stesso Consorzio proponeva di far sottoscrivere ai dipendenti già in servizio presso gli sportelli Cup”.

“Ad oggi, purtroppo, – proseguono i tre sindacalisti – non c’è ancora nessun accordo tra le parti sociali e l’azienda, ma nel frattempo la Gpi spa, nella totale mancanza di rispetto della normativa in materia di relazioni sindacali, ha convocato un’assemblea dei lavoratori proponendo la stipula di un contratto a tempo determinato per la durata di mesi sei”.

“Tale comportamento assunto dall’azienda – dicono ancora i sindacati – viola le regole dello Statuto del lavoratori ed è pregiudizievole degli interessi e dei diritti di un numero cospicuo numero di lavoratori”.

“I sindacati a seguito di questo atteggiamento di chiusura – concludono le tre sigle sindacali – hanno chiesto un’immediata riapertura del tavolo delle trattative sulla questione. E dall’altra i lavoratori, al momento della firma di tali contratti lesivi i loro diritti, sono stati compatti nel respingere la tentata prevaricazione dell’azienda”.