L’AQUILA – Numerosi cittadini hanno segnalato alla redazione fastidiosi disservizi al laboratorio analisi dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
In particolare, gli utenti hanno puntato il dito contro l’indisponibilità, al momento, dell’unico tecnico che si occupa di determinati tipi di analisi, perché in ferie, stando alle spiegazioni fornite dal personale sul posto.
In particolare, ad alcuni utenti muniti di raccoglitore per le feci è stato detto di ripassare dopo una decina di giorni, vista l’assenza del tecnico.
“Stupisce che in un periodo di vacche magrissime dalle parti dell’ospedale non si provveda a garantire i servizi a chi paga il ticket per le prestazioni sanitarie – ha detto ad AbruzzoWeb la signora Anna, che per prima ha segnalato il disservizio – i primi a dover protestare dovrebbero essere quelli che nella sanità lavorano con pochi mezzi a disposizione, invece sembra proprio che si siano abituati a questo andazzo”.
LA PRECISAZIONE DELLA DIRETTRICE DEL LABORATORIO
Sulla vicenda del tecnico del laboratorio analisi in ferie all’ospedale San Salvatore segnalata da un lettore alla redazione di AbruzzoWeb, la direttrice della struttura, Simonetta Santini, tiene a precisare che “il laboratorio non dispone di un solo tecnico, per giunta in ferie, ma di un numero tecnici e medici in grado coprire i turni di lavoro. Il laboratorio – aggiunge – effettua 2 milioni 200 mila esami l’anno, dispone di personale che può ruotare in tutti i settori e quindi sopperire alla carenza di personale assente per ferie, malattia o riposi compensativi”.
“Tutti gli esami, indistintamente – prosegue la direttrice – vengono accettati e analizzati nei tempi tecnici previsti dai protocolli che certificano il laboratorio. Nel caso riportato dall’articolo, alla persona che si è presentata alle 12 con un campione di feci è stato detto che non poteva essere accettata perché, anche in considerazione del caldo, il campione non era più idoneo”.
Secondo la Santini, “le è stato inoltre segnalato che poteva portarlo anche dopo dieci giorni considerato che l’esame in questione, particolarmente indaginoso non viene effettuato tutti i giorni, come la maggior parte delle indagini sulla feci, ma ogni quindicina proprio per raggrupparne un certo numero che consente di ottimizzare i costi”.
“Colgo l’occasione per comunicare che da giugno ad oggi la media dei prelievi esterni, accettati ed effettuati, si è mantenuta costantemente intorno alle 500 unità”, conclude la direttrice del laboratorio.





