PESCARA – Si è parlato di calcio spettacolo al D’Annunzio dinanzi a circa 2 mila persone.

Lo ha fatto l’amministratore delegato Daniele Sebastiani che, emozionato, non è riuscito ad annullare quella patina di provincialismo che ha aleggiato per tutta la serata: “…sono imbarazzato perché finora avevo visto solo in televisione Zeman e Galeazzi”.

Il sindaco, Luigi Albore Mascia, accolto da una salva di fischi, anche ingenerosi, per la verità, degli ultrà biancazzurri, intervistando Zdenek Zeman, voleva farsi spiegare la frase “La mia verità è la verità di tutti” e Zeman con quel suo fare sornione, ricco di pause a effetto: “Mai detta questa frase, non è mia, anche perché è un po’ stupida e non significa niente…”.

Poi ci si è messo Galeazzi a voler pontificare e a portarci un po’ di cultura calcistica, ma anche lui fischiatissimo per via della sua fede laziale (e ben si sa come siano visti i laziali dai tifosi pescaresi, e qui mi chiedo se non c’erano altri giornalisti da portare a Pescara a far passerella) ha sciorinato le solite frasi insulse sullo scudetto 2006, sul calcio pulito e cose di questo genere.

Insomma, una noia infinita che è costata alcune decine di migliaia di euro per sortire un effetto soporifero.

Speriamo che il calcio spettacolo venga fatto nelle sedi opportune, i campi di calcio e che in futuro ci vengano risparmiate queste americanate così lontane dallo spirito pescarese.

Intanto il presidente Giuseppe De Cecco era in vacanza e non le ha interrotte per essere presente a questa sceneggiata. Ma lui, si sa, è un vecchio lupo di mare e il vento contrario lo sente a naso.

Nessuno ha spiegato, invece, il perché del ritiro nel Viterbese, a trecento chilometri da Pescara, tanti, e per il caldo e per gli aumenti del carburante.

E non si è scelto una zona nell’Aquilano dove ci sono campi in erba e aria buona e fresca, anche considerando i 40 gradi all’ombra che potevano convincere facilmente molti pescaresi a seguire i lavori della squadra.

Intanto partiranno 40 giocatori… Tantissimi, se Daniele Delli Carri non riesce a smaltire la rosa.

E la filosofia zemaniana, che tanto piace ai nostri dirigenti, ha valore solo se gli dai i giocatori giusti perché, come ha detto lo stesso Zeman, “è importante che ci siano giocatori capaci di capire e di voler seguire i miei insegnamenti”.

Al prossimo show.