LANCIANO – “Le disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria, pubblicato sulla gazzetta ufficiale lo scorso 6 luglio, contiene numerose disposizioni che più che disciplinare l’accesso alla Giustizia da parte del cittadino, soffocano il diritto ad agire in giudizio e lo gravano di pesanti oneri”.

È questa la posizione di denuncia espressa dall’Ordine forense di Lanciano in una lettera inviata ai presidenti della Regione Abruzzo, della Provincia di Chieti e ai sindaci del territorio alle associazioni sindacali in considerazione del fatto che l’articolo 38 della manovra finanziaria è lesivo dei diritti costituzionali garantiti a tutti i cittadini.

Il Foro di Lanciano, unitamente ai Tribunali di Avezzano, Sulmona e Vasto appartiene al Coordinamento degli Ordini Forensi Minori.

“L’articolo 38 – dice l’avvocato Sandro Sala, presidente del foro frentano – prevede la competenza territoriale esclusiva dei tribunali che hanno sede nei capoluoghi di provincia in materia previdenziale (adeguamento pensioni, riconoscimento invalidità e altro). Ciò comporta l’allontanamento della Giustizia dal cittadino, in particolare dal cittadino meno abbiente e più bisognoso di tutela e di assistenza, che si vedrà costretto ad adire non più il Tribunale più vicino alla propria residenza, ma il tribunale che ha sede nella città capoluogo di Provincia”.

“Tale competenza esclusiva territoriale – prosegue – comporta un ingiustificato impoverimento di lavoro dei Tribunali non provinciali, solitamente più celeri nella risposta alla richiesta di Giustizia del cittadino, ma soprattutto caricherà di ancor maggior lavoro i Tribunali che hanno sede nei capoluoghi di provincia, i quali, con lo stesso numero di magistrati e la riduzione del personale amministrativo, anch’esso previsto nella manovra finanziaria, si vedranno raddoppiare se non triplicare il carico di lavoro. La manovra finanziaria costringe il cittadino anche a versare una tassa perché prima i procedimenti di lavoro e di previdenza sociale erano esenti da tassa di iscrizione. Dissentiamo da questi scellerati provvedimenti che devono cambiare in sede di conversione in legge del decreto”.