L’AQUILA – Non rientreranno a casa, nonostante i lavori di ricostruzione post-sisma siano quasi terminati, perché le loro abitazioni, attaccate alla chiesa delle Anime Sante, in pieno centro storico dell’Aquila, sono a rischio sicurezza.

Le due famiglie sono infatti proprietarie di due appartamenti compresi nella parte privata dell’aggregato della chiesa, che si chiama Santa Maria del Suffragio, gravemente danneggiata dal terremoto del 6 aprile 2009, i cui lavori di ricostruzione slitteranno rispetto al termine fissato a febbraio 2016, a causa delle gravi lesioni della cupola scoperte recentemente che richiederanno un aggiornamento del progetto, come già raccontato da AbruzzoWeb.

Con estrema probabilità, il certificato di agibilità necessario per il rientro degli inquilini non verrà concesso alle due abitazioni e alla casa canonica per il rischio sicurezza fino a quando non sarà portato a termine il cantiere della chiesa e, quindi, anche le parti comuni dell’aggregato che saranno ricostruite insieme alla parte pubblica.

Una vera iattura per i proprietari, avere le case pronte e non poterle sfruttare: una problematica che riguarderà anche tante altre abitazioni comprese in altrettante parti private di aggregati misti. 

La fine del cantiere dell’edificio sacro slitterà a causa dei gravi danni scoperti sulla cupola, superiori alle stime iniziali, che richiederanno integrazioni al progetto, da aggiornare senza ulteriori stanziamenti di denaro, oltre i 6,5 milioni di euro necessari per la ricostruzione della chiesa e finanziati per metà dal governo francese.

A esprimere preoccupazione per la situazione di impasse che potrebbe generarsi è ad AbruzzoWeb l’ingegnere responsabile dei lavori della parte privata dell’aggregato, Antonio Masci che spiega: “Ci sono tre appartamenti che sono in via di ultimazione, ma la conclusione dei lavori alla parte pubblica vincola la riconsegna delle case della parte privata”.

Ulteriori disagi potrebbero crearsi in vista di un’eventuale revoca degli alloggi dei progetti C.a.s.e ai proprietari, qualora ne usufruissero, dal momento che la riconsegna degli appartamenti è ormai cosa imminente.

Il bando per la ricostruzione della chiesa è stato pubblicato nel febbraio 2013 e aggiudicato nell’ottobre dello stesso anno all’associazione temporanea di imprese Italiana Costruzioni (capofila) e alla ditta Fratelli Navarra (mandante) e il cantiere è partito a febbraio dello scorso anno. 

Nel frattempo, tuttavia, sono passati quasi due anni e con molta probabilità la ricosegna del cantiere slitterà rispetto al termine fissato a febbraio del 2016.